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Riaprono le scuole veneziane, terrore varianti: «Screening per bloccare i contagi»

D’Amanti (pediatri): «Senza un programma di tamponi a tappeto, ci sarà una nuova chiusura»

VENEZIA. Tamponi a tappeto, per individuare immediatamente i casi e bloccare il contagio sul nascere. È la ricetta avanzata dai dirigenti e dai pediatri veneziani, in vista del ritorno a scuola, da domani: al 100% fino alla terza media, al 50% per i ragazzi più grandi, per un totale di 80 mila studenti.

«Nell’ultimo incontro con l’Usl 3, ho proposto di sottoporre i ragazzi a un test rapido, ogni settimana, anche a campione, per capire quanti sono gli studenti positivi e asintomatici. Mi è stato risposto “Le faremo sapere”» spiega Vito Francesco D’Amanti, presidente veneziano dei pediatri. «Non possiamo limitarci a dire che i bambini positivi non presentano sintomi. Perché questi stessi bambini tornano a casa, infettano i genitori, se non i nonni, e allora sono dolori. Dobbiamo anticipare il virus, non rincorrerlo. E, senza controlli a monte, l’esperienza ci insegna cosa accadrà. In passato le scuole sono sempre state chiuse». Nel corso della prima ondata, il pediatra aveva seguito un solo bambino positivo; nella seconda, ben 71.


A sparigliare le carte, negli ultimi mesi, era stato l’imperversare delle varianti, con il moltiplicarsi dei focolai tra le aule. Una tendenza inversa rispetto a quella apprezzata nella prima ondata, quando i contagi rimanevano isolati.

Intanto, a proposito di screening, inizierà la settimana prossima la campagna di tamponi a tappeto nelle tre scuole veneziane selezionate dalla regione: la media Ungaretti di Spinea, i cui studenti sperimenteranno l’auto somministrazione, il Liceo Majorana di Mirano e il Polo tecnico professionale di Venezia, dove ragazzi e professori saranno sottoposti a tampone periodicamente.

«Inizieremo lunedì 12 aprile. Per questo, tenendo conto che veniamo dalle festività pasquali, avremmo preferito trascorrere altri quattro giorni in didattica a distanza, per ripartire in sicurezza la settimana prossima» spiega Michelangelo Lamonica, preside dell’istituto lagunare. «Lunedì ci sarà un “momento zero”, con il controllo di tutti coloro che, tra gli insegnanti e i 1.300 studenti, hanno aderito alla campagna, il 90% della platea. Poi ripeteremo i tamponi tutti i giorni, a turno, in modo che ciascuno sia controllato un paio di volte al mese. Saranno gli stessi operatori dell’Usl a venire a scuola per eseguire i test. La Regione monitorerà i nostri dati. Siamo una sorta di “exit poll” delle scuole venete. In base all’andamento del contagio, si prenderanno le debite decisioni».

Proprio per cercare di limitare la diffusione del virus, le superiori si stanno organizzando in vario modo, per rispettare la regola della capienza delle aule al 50%. Alcuni presidi terranno a casa metà delle sezioni; altri, come Lamonica, divideranno le classi a metà. Poi, un tassello fondamentale si registra sul piano dei trasporti, con la ripetizione della prova muscolare che era già stata apprezzata a febbraio, con la disponibilità di 141 mezzi aggiuntivi per tutta la provincia e la sorveglianza da parte di 48 steward, impegnati in prossimità degli snodi principali. —

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