Obiettivo per l'Usl 3: seimila vaccini al giorno. Il programma c’è, mancano le dosi

Arrivato il nuovo rifornimento di AstraZeneca. La settimana prossima carico da 15 mila fiale

Venezia. La macchina organizzativa messa in piedi dall’Usl 3 per la campagna di vaccinazione di massa rischia di frantumarsi nel muro della penuria di dosi. Perché, anche avendo a disposizione un campione come Lewis Hamilton, vincere il Gran Premio è un’impresa, guidando un’utilitaria.

Ieri all’Angelo sono arrivate 103.300 dosi AstraZeneca, di cui 18.300 per il Veneziano (13.500 per l’Usl 3 e 4.800 per l’Usl 4). Venerdì era arrivato il rifornimento di Moderna: 39.100 per la regione, di cui 6.900 mila per la nostra provincia (5.200 e 1.700).


«Giovedì abbiamo fatto 4.666 iniezioni, ieri 4.265 e oggi puntiamo alle 4.085» annunciava ieri Luca Sbrogiò, direttore del Dipartimento di prevenzione. «Finora, siamo riusciti a non disdire nemmeno un appuntamento. Da mercoledì, quando apriremo l’hub al Pala Expo, contiamo di portare la nostra capacità a 5 mila iniezioni al giorno. Fino al massimo di 6 mila, che vorremmo raggiungere tra il 12 e il 19 aprile».



Ci sono gli spazi, evidentemente. Non senza polemiche degli anziani veneziani convocati al Vega per il richiamo. «Ma cercheremo di dirottare i residenti del centro storico a piazzale Roma e i mestrini al Pala Expo» assicura Sbrogiò. Ci sono anche gli operatori per far funzionare la macchina (si parla persino dei medici sportivi). Ma manca la materia prima: mancano i vaccini.

«Il numero delle dosi è inferiore alla nostra capacità» conferma Sbrogiò. La settimana prossima, il rifornimento sarà unico: poco più di 15 mila dosi Pfizer attese tra martedì e mercoledì. Niente AstraZeneca – il prossimo contingente arriverà la settimana ancora successiva: 3 mila vaccini, poca cosa – e niente Moderna. «15 mila dosi, per noi, corrispondono a tre giorni di vaccinazioni» spiega il direttore della Prevenzione.

E queste cifre difficilmente riescono a conciliarsi con l’obiettivo di 6 mila vaccinazioni al giorno. «Abbiamo una programmazione che si tara sulla nostra capacità. Sicuramente quello che vogliamo evitare è convocare le persone, per poi disdire all’ultimo momento l’appuntamento» spiega Sbrogiò.

Intanto, le prenotazioni, nel portale unico della regione, continuano a macinare. «A seconda delle disponibilità, ogni giorno apriamo dei nuovi slot, ma questi si esauriscono nel giro di una manciata di ore». Parliamo di qualche migliaia di prenotazioni. A prenotare sono soprattutto gli anziani con un’età compresa tra i 70 e i 79 anni, platea che si compone di circa 62 mila persone.

Con polemica da parte dei medici di famiglia, costretti a rincorrere gli anziani a cui avevano dato appuntamento, chiedendo loro la conferma dell’impegno preso. «Stiamo lavorando per creare un automatismo che consenta ai medici di sapere quanti e quali pazienti si sono già prenotati» spiega Sbrogiò.

Il primo obiettivo sono gli ultra 80enni, quindi gli over 70. Ma, dalla Città metropolitana, fanno sapere che l’idea di un’estate con il comparto del turismo “Covid free” non è stata accantonata. Nel territorio dell’Usl 3, il settore coinvolge circa 50 mila persone. Il dialogo tra imprese, azienda sanitaria e Città metropolitana è costante. Il desiderio sarebbe quello di iniziare intorno al 20 aprile. Dosi permettendo. —

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