Cigno ucciso a bastonate da un giovane pescatore. «La Regione parte civile»

L'animale ha attaccato il ragazzo che si è difeso. Intervengono i consiglieri dem a palazzo Balbi 

DOLO. Un giovane di 20 anni che va abitualmente a pescare sul Naviglio del Brenta viene attaccato da un cigno maschio. Impaurito reagisce, prende un bastone e colpisce il cigno che muore. Il fatto si è verificato nei giorni scorsi poco distante dalla Brentana. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri che sono intervenuti sul posto, chiamati dallo stesso ragazzo dispiaciuto per l’episodio. 
 
A quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, il giovane, che da sempre va a pescare in quel punto, improvvisamente è stato attaccato da un grosso cigno maschio che si trovava poco distante da un cigno femmina, che stava covando una nidiata di uova. Il cigno, con un atteggiamento aggressivo per proteggere la nidiata, ha attaccato il giovane uomo che stava pescando.
 
Il ragazzo, impaurito dall’atteggiamento dell’animale che si è avventato contro di lui cercando di colpirlo con il becco e aprendo le ali, per difendersi ha preso un bastone che ha trovato nelle vicinanze e, per allontanare l’animale, lo ha colpito al collo. Il colpo dato lo ha ucciso.
 
Resosi conto che il cigno era morto, il giovane, evidentemente estremamente dispiaciuto, ha chiamato alcune persone che si trovavano nei paraggi. 
 
Sui social, dopo che la notizia dell’episodio si è diffusa, il giovane è stato minacciato pesantemente da diversi “leoni da tastiera”, che ora rischiano denunce.
 
L’episodio ha assunto addirittura un aspetto politico: «Ci auguriamo che la Regione si costituisca parte civile nell’eventuale processo contro il pescatore che a Dolo ha ucciso un cigno a bastonate, colpendolo alla testa: è una crudeltà insensata». Ad affermarlo duramente sono i consiglieri regionali del Partito Democratico Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon e la collega di Europa Verde Cristina Guarda. —
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