«Le palme no, i palazzoni sì» Ascot contro la Soprintendenza

SOTTOMARINA

«Le palme no, ma i palazzoni sì». Il commento ironico è del presidente dei concessionari balneari di Ascot, Giorgio Bellemo, che rileva come la Soprintendenza ai Beni culturali di Venezia abbia bocciato la palme e i nuovi percorsi a mare del Piano del Lungomare, ma nulla abbia da dire sulle colate di cemento che stanno modificando lo skyline di Sottomarina. L’eco delle prescrizioni apportate dall’ente veneziano al piano di riqualificazione da 6.300.000 euro, ideato dall’amministrazione per dare un nuovo look a Lungomare e area ex Reduci, non si placa. Il Piano proseguirà, ha assicurato il sindaco Alessandro Ferro, ma i veti posti fanno comunque discutere.


«La questione palme è una spia di come veniamo tenuti in considerazione», spiega Bellemo, «Vorrei capire se la Soprintendenza ha competenze a puzzle: ha competenza sui percorsi a mare tra stabilimenti e negli stabilimenti, ma non nel resto della spiaggia? Strano. Il nostro Piano dell’arenile, nelle sue articolazioni, è stato votato dalla Soprintendenza? O si riserva di intervenire alla bisogna? E gli interventi di recupero edilizio abitativo con l’applicazione del Piano casa? In questi casi dove si trovavano gli enti preposti? Basta fare un giretto per Sottomarina. Quando sei debole o lasci spazi vuoti, altri li occupano. È normale. Il mio intento non è polemizzare con nessuno: vorrei che l’amministrazione difendesse e argomentasse le proprie scelte o, se invece ha ereditato scelte passate, le cambiasse».

Le critiche di Bellemo riguardano più la forma che la sostanza, dato che sulle palme non era totalmente d’accordo già dall’inizio. «Nelle spiagge hanno un loro perché», spiega, «Sul Lungomare invece non vedrei una teoria di palme, ma delle isole, delle vasche o fontane, magari verificando piantumazioni che meglio possano valorizzare il nostro contesto». —

e. b. a.

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