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Ressa e code nei centri per fare i vaccini nel Veneziano

A Dolo intervengono i carabinieri, proteste a San Donà e a Jesolo. Due ore di attesa al padiglione Rama di Mestre

MESTRE. Ritardi e malumori ieri fra gli “over 80” e i loro accompagnatori al palasport di Dolo dove, da settimane, sono in corso le vaccinazioni contro il Covid. Nel pomeriggio sono dovuti intervenire anche i carabinieri della locale tenenza, per allontanare gruppi di persone che, pur senza titolo, si erano comunque presentate al centro cercando di imbucarsi fra le categorie protette o le liste di chi fa volontariato. Al mattino, per alcuni disguidi, le vaccinazioni erano iniziate con un’ora di ritardo.

«Sono qui con mia mamma 90enne», spiegava un 60enne di Dolo, «e non capisco perché dobbiamo aspettare così tanto tempo per farle il vaccino. Ci sono persone giovani che dicono di voler essere vaccinate. Non capisco più nulla». Altri anziani, alcuni in sedia a rotelle, chiedevano informazioni su quando toccava a loro. Gli operatori, con tanta pazienza, hanno cercato di far rispettare la fila ma, nonostante la polizia che controllava il percorso transennato, in diversi momenti gli assembramenti sono stati inevitabili. I sanitari, con grande professionalità e pazienza, cercavano di districarsi tra mille richieste di chiarimenti degli anziani.

«Purtroppo», spiega il sindaco pro tempore di Dolo, Gianluigi Naletto, «la situazione provoca qualche disagio. Ci sono delle liste che affiancano quelle degli ultraottantenni “over 80” che mancano all’appello, ma si tratta comunque di persone che hanno titolo per essere vaccinate». Prosegue Naletto: «Le giornate ad accesso libero sono concluse. Le vaccinazioni riguardano solo chi ne ha diritto. Le nostre liste rispettano esclusivamente questo criterio».

L’Usl 3, interpellata, fa sapere che si sta facendo di tutto per affrontare al meglio una situazione straordinaria. Ieri pomeriggio altro caos, come spiega sempre il sindaco: «Si sono formate code con persone che, avendo letto sui social che potevano essere vaccinate aspettando eventuali dosi avanzate, hanno cominciato a inveire, quando hanno capito che non sarebbero state vaccinate. Se ne sono andate all’arrivo dei Carabinieri».

Ieri pomeriggio, al padiglione Rama all’ospedale all’Angelo di Mestre, alcuni testimoni riferivano di attese di almeno due ore. Code e assembramenti anche ai punti vaccinali di Jesolo e San Donà. Il caos è iniziato giovedì pomeriggio, in via Svezia a San Donà, in coincidenza con l’apertura del nuovo punto vaccinale. In fila per oltre 2 ore docenti, farmacisti, personale dei servizi primari, come autisti e personale di servizi pubblici, e anche anziani della classe 1938.

Ieri la situazione si è ripetuta a San Donà come al PalaInvent di Jesolo. Anche al lido, dove la struttura si era distinta finora per la celerità in occasione dei “vax days” con quasi 1500 vaccinazioni in una sola giornata, ieri la gente ha protestato. «Situazione inaccettabile», ha commentato un signore di San Donà, che accompagnava il figlio insegnante. «Senza distanze rispettate e con attese di ben oltre un’ora».

Una delle cause possibili è stata la prenotazione al Cup, con il servizio online, e il sovrapporsi dei vari appuntamenti. Problemi dunque sia a San Donà sia a Jesolo. «Confidiamo sia stato un problema limitato ai primi giorni» ha detto il vicepresidente Confapi, Roberto Dal Cin. «Ieri la situazione al PalaInvent era quantomeno disagevole, soprattutto per gli anziani». E a San Donà sono in molti a ritenere che il punto di via Svezia non sia sufficiente. —

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