La caduta della giunta Teso e il rogo dell’auto di Burato

l’intimidazione

L’incendio di Ponte Crepaldo come messaggio intimidatorio all’imprenditore Adriano Burato e a tutta la comunità di Eraclea. Nelle motivazioni della sentenza degli imputati che hanno scelto il rito abbreviato, ci sono nuovi particolari anche sull’episodio che ha coinvolto l’ex consigliere comunale che fece cadere l’amministrazione Teso nel 2006. All’allora sindaco Graziano Teso è stato contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver, pur non facendone parte, rafforzato l’attività criminosa attorno al caln dei casalesi di Eraclea. L’ex sindaco e poi vice sindaco al fianco di Mirco Mestre, secondo le indagini, chiedeva a Donadio e Graziano Poles l’impegno di raccogliere voti in suo favore risultando poi vincitore nel 2006 per 266 voti contro l’avversario Giorgio Talon e il Pd. E in questo scenario a tinte fosche si consuma il famoso incendio all’auto di Adriano Burato nel giugno 2006. Era proprio Burato che in quei mesi frenetici aveva guidato la fronda interna alla maggioranza di Teso per poi farlo cadere. I primi indizi dei rapporti privilegiati tra Donadio e l’amministrazione comunale sono emersi proprio in occasione del sospetto attentato incendiario —




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