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Il ritorno del "casoìn" per battere il Covid: scarpe,vestiti e ... fiori

A Mirano due commercianti, Roberto Rossato ed Enrico Pandrin, propongono la svolta per sconfiggere la crisi e tenere più tempo i clienti in negozio

MIRANO. Piuttosto che aspettare gli eventi, meglio cambiare rotta e provare nuove strade. Devono aver pensato così due commercianti del centro di Mirano, Roberto Rossato ed Enrico Pandrin, che hanno scelto di ricalibrare i loro negozi: il primo, al negozio di abbigliamento affianca la possibilità di vendere fiori; il secondo, fruttivendolo, aggiunge la possibilità di vendere salumi, formaggi e prodotti dell’enogastronomia. Associati alla Confcommercio del Miranese, hanno le attività nel cuore di Mirano, uno dei motori dell’economia del comprensorio.

Ma, visto il periodo, ecco la svolta. E i risultati stanno arrivando. «L’idea», dice Rossato titolare del negozio di abbigliamento Donna Shoes and Accessories e delegato locale dell’associazione di categoria, «è creare un ambiente che dia emozioni: non più un luogo dove fare acquisti ma uno spazio per offrire prodotti di vario genere. E così all’interno si possono trovare le calzature e l’abbigliamento ma pure la pelletteria, i profumi, le piante, i fiori. Inoltre ho allestito uno spazio per il workshop».


Alla base della scelta c’è la volontà di aumentare il tempo medio di presenza di clienti in negozio. Anche Pandrin ha deciso di svoltare. Titolare della Frutticola Melu, ora punta su quella merce che la grande distribuzione non offre. «Abbiamo riportato in vita il “casoin” di una volta», dice, «ma con un occhio alla qualità. Puntiamo a essere un servizio per la città e la piazza».

Il cliente può trovare anche mozzarelle di bufala, prosciutti di Sauris o di Montagnana e altre specialità dal resto d’Italia. Perché cambiare strada può riservare delle piacevoli sorprese.
 

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