Vaccini Venezia, il dg Contato: dalla prossima settimana 6mila dosi al giorno

La presentazione della campagna di profilassi contro il Covid nell'Usl 3: obiettivo chiudere la prima fase entro marzo

VENEZIA. Obiettivo: programmare la conclusione della prima fase entro fine marzo. E poi procedere con il secondo step della vaccinazione di massa, quella in cui l’Usl 3 potrà mostrare i muscoli, coinvolgendo le aziende. Certo, dosi permettendo. «La nostra potenza di fuoco si aggira ora intorno alle 2.200 somministrazioni al giorno, ma entro la prossima settimana vorremmo portarla a 6 mila» la dichiarazione di intenti del direttore generale dell’azienda sanitaria Edgardo Contato, nella conferenza stampa organizzata al terminal 103 del Tronchetto.

Non significa che, da domani, le vaccinazioni saranno portate a 6 mila al giorno, perché le disponibilità attuali delle dosi non lo consentirebbero. Significa farsi trovare pronti, quando i rubinetti saranno finalmente aperti.

«L’ho sempre detto, nel frigorifero non deve rimanere una sola dose di vaccino» prosegue il dg, spiegando di avere creato delle liste di galleggiamento, con soli aventi diritto, da cui attingere in caso di defezioni. «Entro la fine di questa settimana inizieremo le vaccinazioni domiciliari, con i medici di medicina generale e il personale delle Usca» prosegue Contato. Il piano vaccinale si rafforza anche con l’introduzione di nuove sedi. Si sta lavorando per il padiglione Aquae, che diventa ufficialmente pedina del programma dell’azienda sanitaria. Domani inizieranno le vaccinazioni al porto di Chioggia e, mercoledì, alla banca popolare di Sondrio, in piazzale Roma.

«Il nostro obiettivo è quello di arrivare a fare mille vaccinazioni al giorno a Venezia, mille al Tronchetto, mille al padiglione Aquae, mille a Dolo, mille a Mirano e mille a Chioggia, sette giorni su sette» prosegue il dg. Rimangono i punti sul territorio, con un mosaico che sarà ulteriormente implementato, con l’aggiunta di due piccoli centri sulle isole. Uno, quasi sicuramente, nel palazzetto di Pellestrina, ma poi si lavora per un secondo a Burano.

E ad aprile cosa succederà, quando la popolazione finora individuata dovrebbe essere completata? «Abbiamo preso contatti con Confindustria e altri soggetti del mondo imprenditoriale, per dare corso agli altri pezzi del piano vaccinale, che vede coinvolte le imprese» risponde Contato, anticipando quello che potrebbe accadere nel giro di poche settimane.

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