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La strage del Covid nel Veneziano, mortalità a più 16,8%

Nel 2020 sono state 1185 le vittime certificate. La provincia di Venezia diciottesima in Italia, i casi di Fiesso e Gruaro

VENEZIA. Ottocentodue vittime in 60 giorni. Quasi 15 al giorno. Basterebbero solo i mesi di novembre (275morti) e dicembre (527) a dare la misura della strage silenziosa provocata dal Covid, che in tutto il 2020 ha stroncato 1.185 vite. Ecatombe iniziata lo scorso marzo. E ancora in corso.

Sono i numeri choc dell’ultimo rapporto Iss-Istat sulla mortalità da Covid nel corso del 2020, ottenuto incrociando i dati ospedalieri con i numeri degli uffici di stato civile dei comuni. Venezia è diciottesima tra le province italiane nel numero di vittime da Covid. In testa c’è Milano, con 7.509; poi Torino (3.561) e Bergamo (3.347).

La percezione dell’aumento di vittime aumenta ancor di più se si analizza la tabella dell’Istat che mette a confronto la media annua di decessi tra il 2015/2019 con quelli del 2020. A marzo 2020 il numero di vittime è stato di 996 contro una media di 830 nei cinque anni precedenti: +20%. Aprile: +28%. Dopo due mesi di lockdown, la differenza rispetto agli anni precedenti torna a diminuire a partire da maggio (+20%) e per tutta l’estate (addirittura -1,6% a giugno).

Da settembre in poi, onda lunga di un’estate fuori controllo, i numeri tornano a salire: +19,4% a settembre (815 vittime contro una media di 682 nei cinque anni precedenti), +46% a novembre e addirittura +64% a dicembre (1.375 vittime contro 838).

Nel complesso, confrontando il 2020 con il quinquennio precedente, la crescita dei morti è stata del 16,8%: più 1.548. Di questi, come riportato dai numeri dell’Iss, 1.185 sono dovuti al Covid.

Ma le misurazioni sono iniziate dal marzo 2020 e non è escluso che anche nei mesi precedenti ci siano state vittime per il Covid. Quanto ai comuni il virus ha picchiato duro a Fiesso (+65%), Gruaro (+54%) e Vigonovo (+50%). —




 

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