Pannelli elettronici, wi-fi e luci per la notte. Le nuove fermate intelligenti per i bus tra Mestre e Marghera

La sperimentazione al via da Malcontenta e Dese. La Città metropolitana prepara anche 50 sensori per studiare il traffico

MESTRE. Fermate dell’autobus più intelligenti con pannelli a messaggio variabile e wi-fi, e sensori per studiare i flussi di traffico nell’area metropolitana di Venezia. Sono le due direzioni sulle quali sta lavorando la Città metropolitana per rendere più moderna la mobilità nei 44 comuni del Veneziano.


La città metropolitana è responsabile di 4.400 fermate del trasporto pubblico locale nelle aree servite da Avm-Actv e Atvo. Il nuovo piano d’intervento prevede una graduale sostituzione con pensiline più intelligenti dotate di pannelli a messaggi variabili, wifi, e luce notturna.

Per il momento partirà una sperimentazione da via Stazione, a Malcontenta, dove entro la fine dell’estate dovrebbero essere realizzate le due nuove fermate. Costo di 60 mila euro, in questo caso perché si tratta di passerelle a sbalzo, sul ciglio della strada. L’avvio ai lavori è vincolato al via libera della soprintendenza ai Beni culturali, atteso nei prossimi giorni.

«Altra fermata con queste caratteristiche», spiega Saverio Centenaro che nella giunta metropolitana ha la delega alla mobilità, «sarà quella a Dese, subito dopo il ponte sul fiume, in direzione di Marcon. Dal momento che stiamo realizzando la pista ciclabile verrà realizzata anche la nuova pensilina».

Pensiline più tecnologiche - che dovranno superare la prova dei vandalismi - ma che dovranno diventare anche più sicure. Perché ci sono ancora troppe fermate, ad esempio lungo la Brentana, contraddistinte solo da un piccolo cartello giallo. Fermate sul ciglio della strada, pericolose, senza protezioni in caso di pioggia.

È dei giorni scorsi l’incarico da 65 mila euro affidato all’ingegnere padovano Filippo Manta per un progetto di fattibilità per migliorare gli standard qualitativi «delle fermate extraurbane a maggiore frequentazione», come si legge nella determina. Una mappatura possibile grazie a un finanziamento del Ministero delle Infrastrutture. Per la successiva fase degli interventi bisognerà invece trovare le risorse.

L’altro fronte è quello che riguarda il traffico. E prevede l’installazione di 50 sensori (in aggiunta ai 53 che già ci sono, ma non ancora attivi) per monitorare i flussi del traffico sulle strade provinciali. Sensori che dovranno essere in gradi dire: corsia e direzione di marcia, velocità (con 7 classi di velocità), istante di rilievo, lunghezza e classificazione del veicolo. A occuparsi del piano, in questo caso, sarà la società Atraki di Verona, società spin off dell’Università di Padova. —


 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi