Letti vuoti nelle case di riposo. Cassa integrazione per tutti gli operatori

A Favaro e Quarto in difficoltà le strutture del gruppo Kos che gestisce le strutture Anni Azzurri

MESTRE. Un provvedimento che coinvolge tutti, 178 su 178. Kos Care, il gruppo che gestisce le due case di riposo di Anni Azzurri a Favaro e a Quarto d’Altino, ha deciso di attivare la cassa integrazione, a rotazione, per la totalità dei suoi dipendenti: operatori socio-sanitari, infermieri, assistenti sociali, addetti alle pulizie e alle cucine.

Un provvedimento che si spiega con l’elevato numero di “letti freddi”: 39 su 152 a Quarto D’Altino, persino 73 su 166 a Favaro. Ma non ci sta Cgil che, per voce di Chiara Cavatorti, chiede che le evidenti difficoltà della struttura non siano scaricate sulle spalle dei lavoratori.

«Tutte le strutture hanno sofferto per i posti letto rimasti vuoti, ma il personale, nelle due strutture di Anni Azzurri, non è in esubero. Ci sono alcuni operatori della struttura di Favaro che, positivi al Covid, non sono ancora rientrati; altri hanno rassegnato le dimissioni; altri ancora hanno accumulato moltissime ferie» spiega la sindacalista.

Che continua: «Ci stupisce che le altre sigle non abbiano espresso una netta contrarietà. Kos Care non ha mai aperto un confronto per discutere di incentivi economici per premiare il lavoro degli operatori in prima linea ma, al contrario, mortifica il personale provando a richiedere e utilizzare uno strumento che andrà a ridurre i loro stipendi, visto che l’assegno non verrà nemmeno integrato dall’azienda». Per questo Cgil chiede di «rivedere la normativa sugli accreditamenti e sui parametri di assistenza. La Regione dia risposte concrete, normative ed economiche, mettendo a disposizione risorse a sostegno del sistema di assistenza integrata, residenziale e domiciliare».

Usano toni più moderati gli altri sindacati. «Parliamo di una casa di riposo privata. Per questo, purtroppo, non ci sono troppe alternative» commenta Paolo Lubiato di Cisl. «Il nostro obiettivo rimane quello di fare intervenire la regione». Mentre Piero Polo di Uil: «Ora chiediamo risposte precise su quello che accadrà nell’immediato futuro».

Il caso di Anni Azzurri segue, di pochi giorni, l’attivazione della cassa integrazione per i lavoratori della casa di riposo Sereni orizzonti di Marcon. In quel caso, tuttavia, i numeri erano decisamente più contenuti: sei i lavoratori per i quali, a rotazione, sono stati previsti gli ammortizzatori sociali. Infine, la cig è stata attivata anche alla Casson di Chioggia, per cinque lavoratrici della ditta di pulizie Legacoop. —



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