L’Usl 3: contagi in cinquanta classi, ma le scuole non sono focolai primari

Dall’inizio dell’anno 304 casi nella scuola d’infanzia, 372 nelle elementari, 336 nelle medie, 264 nelle superiori

VENEZIA. Le scuole non sono luoghi di contagio. Lo dimostra la fotografia dei dati scattata dall’azienda sanitaria Serenissima sui plessi dei 23 comuni di riferimento. Attualmente sono infatti 50 gli istituti che hanno segnalato dei casi, ma sono solo 58 le persone contagiate (47 studenti e 11 docenti) e 4 i focolai (con più di due persone positive).

In generale, sebbene non si sia parlato ancora di terza ondata, i numeri complessivi mostrano una ripresa di diffusione del virus con 116 casi ogni 100 mila abitanti nell’Usl 3, in leggero aumento rispetto alla settimana scorsa (98), ma non si può incolpare la scuola.


«Non abbiamo ancora raggiunto una situazione critica, ma la bestia sta rialzando la testa» ha detto il neo direttore generale dell’azienda sanitaria, Edgardo Contato. «Faremo di tutto per tenere sotto controllo questo spaventoso animale».

Un punto stampa, il 5 marzo mattina, all’ospedale Civile con il neo direttore generale e con il dirigente Luca Sbrogiò che, senza entrare nel merito della questione sull’opportunità o meno di chiudere le scuole, hanno illustrato con i numeri la situazione.

Dal 14 settembre al 3 marzo si è riscontrato un solo caso per classe nell’87,15% delle segnalazioni, mentre nel restante 13% da due (il 7%) a più (casi rari ed eccezionali).

Se i due esperti non hanno commentato l’aspetto politico della scelta di intervenire sui plessi, hanno comunque sottolineato che i numeri indicano che i contagi non avvengono nelle scuole dove sono in vigore regole che sembrano ampiamente rispettate, ma con molta probabilità nei luoghi di aggregazione e nelle famiglie. Se infatti le scuole fossero il luogo primario di contagio dovremmo essere di fronte a classi impestate, ma i numeri raccontano invece un’altra storia. Quella di regole che vengono seguite con molta diligenza e di rapidi interventi (la quarantena) ogni volta che si presenta un contagio.

Come spiegare allora i 304 casi nella scuola d’infanzia, i 372 nella primaria, i 336 nella secondaria, i 264 alle superiori e i 13 alle serali, registrati dall’inizio dell’anno allo scorso 3 marzo?

Contato e Sbrogiò hanno spiegato che le scuole sono come «le fabbriche», luoghi in realtà dove vigono delle rigide prescrizioni per tutelare il soggetto. Il problema sono il tragitto per arrivare a scuola, i luoghi di aggregazione e la famiglia, dove più persone provenienti dall’esterno condividono la quotidianità. Questi dati sono destinati a cambiare lo sguardo che si ha sulla scuola, più volte colpevolizzata come fonte di contagi.

La fotografia scattata mostra anche come nelle scuole non ci sia stata la diffusione della variante inglese se non in due casi circoscritti: a Cona (un caso) e a Malcontenta (un caso più la famiglia).



«Negli ultimi due giorni abbiamo ricevuto la segnalazione di 12 classi che si aggiungono alle 13 del giorno prima, ma sono numeri che rispetto alla totalità non rappresentano un’emergenza» spiega Sbrogiò. «Delle ultime dodici quattro sono a Venezia città storica, due a Marghera, quattro a Dolo e Mirano e due a Chioggia».

L’andamento viene calcolato sulla settimana: la scorsa 36 classi segnalate e questa per adesso 25. Non appena scatta una segnalazione si prosegue a mettere in quarantena la classe: attualmente sono quarantenati 296 alunni e 27 docenti. Dei 50 istituti attualmente sono interessati 15 sono scuole d’infanzia, 13 primaria, 6 medie e 16 superiori. Dall’inizio della pandemia la scuola è sempre stata al centro della polemica tra chi sostiene che sia un luogo di contagio e chi invece punta il dito sui mezzi e su quello che avviene all’esterno. I giovani che frequentano le superiori sono quelli che più spesso ci hanno rimesso, trovandosi a frequentare le lezioni da casa con la didattica a distanza, in molti casi da soli. Ora l'analisi svolta darà sicuramente modo di ripensare alla scuola come fonte di contagio. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Frullato di fragole, carote e semi oleosi

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi