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Contagi in aumento. I sindaci veneziani in coro: «Meglio chiudere tutte le scuole»

Positivo anche il primo cittadino di San Michele, Codognotto. Il neo dg Edgardo Contato in visita all’ospedale All’Angelo

VENEZIA. Il limite oltre il quale non si può andare è determinato a livello nazionale: 250 casi ogni centomila abitanti. Oltre scatta la chiusura delle scuole, con decisioni che potrebbero venire prese comune per comune. Ma, con l’avanzata dei contagi e la variante inglese che ha preso il sopravvento, i sindaci parlano all’unisono, chiedendo subito la stretta.

Il contagio fa paura. Il numero dei positivi è salito a 4.431, di cui 634 nel Comune di Venezia, e ieri sono stati registrati 275 nuovi contagi e 6 decessi. Spingere per il ritorno alle lezioni online non è più in tabù.

Positivo e sintomatico anche il sindaco di San Michele al Tagliamento Pasqualino Codognotto: «Con questo livello di contagio bisogna chiudere scuole e non solo. Bisogna avere il coraggio di chiudere tutto, con gli opportuni ristori, per almeno 15 giorni. Solo così si ferma il virus». Calcolatrice alla mano, parla di chiusura anche la sindaca di Mirano Maria Rosa Pavanello. «Se i numeri rimarranno questi, le scuole saranno chiuse. Lo dicono i parametri».

I parametri preoccupano a Cona: 53 contagi – una quindicina, studenti - su poco meno di 3 mila abitanti. Quasi un cittadino su 50 è positivo. «Siamo abbondantemente sopra l’incidenza dei 250 casi. Abbiamo visto che la soluzione per far arretrare il contagio sono le zone rosse» spiega il sindaco, Alessandro Aggio. «Chiuderei le scuole. Abbiamo registrato anche 8-9 studenti positivi in una stessa classe», compreso un contagio di ceppo inglese.

Uno degli epicentri veneziani del contagio è l’area meridionale della provincia. Lo dimostrano i 53 positivi a Cavarzere, su poco più di 13 mila abitanti. E anche qui il sindaco Henri Tommasi chiede la chiusura delle scuole: «La mia è una posizione impopolare ma, con questi numeri e se i decessi torneranno ad aumentare, potrebbe essere necessario».

Qualche chilometro più a nord, il sindaco di Chioggia (86 casi) Alessandro Ferro sposta la questione dalle aule ai bar: «Ho firmato un’ordinanza con cui stabilivo che a uno stesso tavolino potessero sedersi solo due persone. C’è chi la rispetta, ma ci sono anche tante persone che spostano le sedie, formando gruppetti ben più numerosi. Continuiamo a comminare sanzioni da 1.500 euro, ma non cambia nulla. Non sono per la chiusura dei bar, ma per il rispetto delle regole e per il buon senso: perché non installare dei pannelli in plexiglas sui tavoli?».

A predicare prudenza è anche il veneziano Andrea Vianello, responsabile della Subintensiva Covid a Padova. «Le scuole, che sembravano luoghi sicuri, vediamo che pullulano di contagi, certo magari legati a trasporti e incontri esterni. Ma la riapertura sta pesando sul conto».

A schierarsi contro la chiusura delle scuole è il sindaco di Mira, Marco Dori. «Deve essere l’extrema ratio. A Mira, dal 7 gennaio, sono stati registrati dei casi solo in due classi. Le persone, però, capiscano che sono i loro comportamenti a fare la differenza».

Nella scuola media di Noale c'è un’intera classe in quarantena e oggi saranno fatti i tamponi. Nel comune si registrano circa 70 casi.

Intanto, nel Veneto orientale (1.055 positivi), sono 45 le classi sottoposte a tampone, 17 in isolamento, con 42 contagiati. Nella popolazione, spiccano i 161 positivi sia a Jesolo sia Portogruaro, seguite dai 149 a San Donà. Commenta Flavio Favero, sindaco a Portogruaro: «Abbiamo una scuola d'infanzia in cui sono rimasti solo 4 bambini, sappiamo di una scuola che potrebbe chiudere a Fossalta di Portogruaro. Ad oggi non ci sono chiusure, anche perché risultano 21 studenti positivi, un numero non preoccupante. Vedremo lunedì».

A Jesolo, il sindaco Valerio Zoggia si affida all'Usl. «Siamo in stretto contatto con l'Usl 4 e saranno loro a indicarci eventuali misure che considerino anche la chiusura di scuole, ora non necessaria». Rimanendo nel Veneto orientale, il dg Filippi ha annunciato per la prossima settimana l’arrivo di ulteriori 5 mila vaccini. Passando all’Usl 3, ieri il dg Edgardo Contato ha fatto visita all’Angelo, incontrando i primari e la direttrice ospedaliera Chiara Berti. —


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