Tornano gli stranieri a Venezia, ma in hotel Covid free

Una veduta di Venezia

Crescono le richieste “in sicurezza” per l’autunno. Scarpa (Ava): «Per i prossimi 4-5 mesi avremo un turismo italiano»

VENEZIA. Arrivano le prime prenotazioni per aprile, sebbene molto prudenti, pronte a rientrare nel caso di un peggioramento della pandemia. Il last minute, fino a un anno fa molto usato per cercare una camera al miglior prezzo e all’ultimo istante, ora si applica al suo contrario. I turisti provano a fissare, e alla peggio disdicono qualche giorno prima.

«Tutto dipenderà dall’apertura tra i confini regionali», spiega il direttore dell’Associazione veneziana albergatori, Claudio Scarpa, «quando sarà possibile andare da un territorio all’altro almeno il turismo italiano riprenderà, e sarà su questa tipologia di visitatori che la città vivrà per i prossimi quattro o cinque mesi; mentre per il turismo europeo e internazionale bisognerà aspettare la ripresa dei voli, prevista in autunno».


Praticamente persa Pasqua, che potrà contare solo su presenze del Veneto, stanno arrivando richieste a partire dal 7 aprile, in concomitanza con gli eventi culturali previsti per la primavera. Oltre ai 1.600 anni della fondazione di Venezia (data simbolica il 25 marzo), a fine mese è in programma l’apertura della mostra “L’arca di vetro” della collezione di Pierre Rosenberg alla Fondazione Cini e di “Bruce Nauman: contrapposto studies” a Punta della Dogana.

Soprattutto, dal prossimo 22 maggio, la Biennale Architettura dovrebbe riprendere il proprio posto in Arsenale e ai Giardini di Castello; ma per allestire la rassegna, architetti, progettisti e tecnici dovrebbero arrivare in laguna, da ogni parte del mondo, almeno quattro-sei settimane prima, quindi verso metà aprile, quando è probabile che non ci siano ancora certezze sui voli aerei.

Discorso simile, ma con qualche giorno in più di vantaggio, per il Salone nautico (dal 29 maggio al 6 giugno) e il G20 di economia, dal 7 all’11 luglio in Arsenale, che cadrà comunque in piena estate, e dunque – si suppone – al minimo dei contagi. Maggiori certezze arriveranno con l’autunno e infatti, come spiega ancora Claudio Scarpa, ci sono già prenotazioni dall’Italia e dall’estero per settembre e ottobre, quando i collegamenti aerei dovrebbero essere ritornati alla normalità e la Fondazione Cini accoglierà l’attesissimo evento “Homo Faber”, dal 9 al 26 settembre.

Insieme al prezzo della camera, alla prima colazione, agli altri servizi, gli ospiti chiedono subito se si tratta di un hotel “Covid free”. «Il progetto “albergo vaccinato” è molto importante», spiega ancora il direttore dell’Ava, «anche perché questa è una delle prime richieste che fanno i clienti, soprattutto dall’estero. Naturalmente, la possibilità di vaccinare i dipendenti, quando sarà possibile, sarebbe molto importante per attirare i clienti».

Primi fra tutti, poiché destinati a ritornare a viaggiare per primi, gli inglesi, il cui tasso di vaccinazione è il più alto d’Europa e già entro metà giugno la maggior parte della popolazione dovrebbe essere al riparo da possibili contagi, con la valigia in mano. —




 

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