Tensione nella Lega tra i sostenitori di Forcolin: «Noi esclusi dal direttorio regionale»

Gianluca Forcolin, Matteo Salvini e Luca Zaia

Al momento del passaggio da sostenitori a militanti, diversi leghisti del Basso Piave si sono visti sbarrare la strada

SAN DONA'. Bloccate le militanze ai “forcoliniani”. C’è tensione nella Lega a San Donà dopo alcuni interventi discussi. Al momento del passaggio da sostenitori a militanti, diversi leghisti del basso Piave si sono visti sbarrare la strada dal direttorio regionale.

Le richieste sono state formulate nel 2020 e adesso bisognerà vedere cosa succederà quest’anno per eventuali recuperi. La principale causa di questa lentezza nel decidere sarebbe collegata ad alcune prese di posizione drastiche, soprattutto sui social, al momento della mancata candidatura alle regionali dell’ex vice governatore del Veneto, Gianluca Forcolin a seguito della questione bonus.

Paolo Morazzi, conosciuto sostenitore della Lega, si è visto rifiutare il passaggio: «Ho difeso con convinzione Forcolin al momento della mancata candidatura e credo di aver pagato questa scelta che confermo. Molti altri hanno preso i famosi 600 euro di bonus, anche nella Lega, e non sono stati minimamente toccati".

"Evidentemente ci sono manovre poco trasparenti e ci sono tante ambizioni di arrivisti che non stanno facendo il bene del partito. Ci sono anche delle persone che sono state sospese per accordi politici che il partito non ha approvato. E c’è un malcontento diffuso nel Veneto orientale, lo si vedrà alle prossime scadenza elettorali. Resto a disposizione assieme a molti altri per riunire un gruppo di persone vicine a Forcolin che sono pronte a scendere il campo».

Questa è molto più di una semplice idea gettata sul piatto, perché molti sono ancora gli estimatori dell’ex vice governatore del Veneto. Per le elezioni amministrative a San Donà, nel 2023, si parla già di una possibile “lista Forcolin” che riunirebbe molti leghisti non tesserati e che viaggerebbe parallelamente alla Lega.

Il referente per San Donà è Alberto Schibuola che però getta acqua sul fuoco. «È il direttorio regionale, che per la Lega è nazionale, che decide», spiega Schibuola, «quindi io mi sono limitato a trasmettere le richieste che evidentemente sono state respinte per motivi che hanno altre giustificazioni». —


 

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