Truffa alla sanità, a San Donà indagato il medico ed ex vicesindaco Oliviero Leo

«Dentista in libera professione invece di stare nell’ambulatorio di base». La Finanza sequestra 540 mila euro all’ex vicesindaco

SAN DONA'. È un medico di base convenzionato Usl ma, poiché nel suo ambulatorio non si trovava quasi mai, nel 2019 alcuni dei suoi pazienti la pazienza l’hanno persa del tutto, e hanno deciso di presentare denuncia.

Nel corso di quest’anno le indagini della Finanza hanno svelato che l’ambulatorio era spesso vuoto perché il medico, Oliviero Leo, già vicesindaco di San Donà, era invece nel suo studio dentistico di via Palladio a San Donà, o impegnato come medico legale per il rinnovo delle patenti o il rilascio di certificati, collaborando con alcuni centri medici della provincia di Venezia, da Eraclea a Mira.

Per questo Leo ora è indagato per false dichiarazioni e truffa ai danni della sanità pubblica. Nei giorni scorsi, i finanzieri del Nucleo di polizia economico e finanziaria, su indicazione della procura di Venezia, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di disponibilità per 540 mila euro.

La somma è stata sequestrata in due conti corrente intestati a Leo. Per i medici di base che lavorano in convenzione con l’Usl è possibile svolgere anche altre attività a patto che si rientri nel limite massimo delle 5 ore settimanali o che lo si dichiari apertamente all’Usl: in questo secondo caso, a seconda delle ore impegnate nei lavori extra, al medico viene decurtato il numero massimo di pazienti che può avere, e di conseguenza anche la somma che riceve per ogni paziente seguito.

Le verifiche della guardia di finanza sono iniziate nel 2019, quando sono arrivate alcune segnalazioni di disservizi rispetto all’ambulatorio medico di Cavallino, in via Fausta 441. In sostanza i pazienti del dottor Leo segnalavano il fatto di non riuscire a trovarlo, o di avere a che fare sempre con un sostituto.

I finanzieri hanno ricostruito l’attività svolta da Leo, a partire dal 2014, verificando nella sostanza che il medico non aveva informato l’Usl delle sue attività extra, causando quindi un danno che è stato stimato in poco più di mezzo milione di euro.

Secondo la guardia di finanza «gli approfondimenti hanno permesso di acquisire gravi indizi in ordine al fatto che i disagi lamentati dagli assistiti fossero riconducibili all’intensa attività estranea al suo ruolo di medico di base in quanto contemporaneamente impegnato in via continuativa in attività di medico legale, medico del lavoro, e altro ancora».

Un impegno da libero professionista «notevolmente superiore a quello consentito dalla normativa». L’ipotesi delle fiamme gialle del Nucleo di polizia economico-finanziaria è proprio che Leo abbia omesso di informare l’Usl – era convenzionato sia con la l’Usl 3 che con la 4 – delle sue attività extra per «non subire il ridimensionamento previsto dal massimale degli assistiti».

Oliviero Leo, 66 anni, originario di Lecce, residente a Padova, medico militare, è molto noto anche per la sua lunga attività politica a San Donà di Piave e gli incarichi di consigliere, assessore e vicesindaco ricoperti nel corso degli anni. —


 

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