Lockdown e restrizioni: un veneziano su dieci soffre di depressione

Lo testimoniano gli oltre 33 mila colloqui realizzati nei centri di salute mentale dell’Usl 3 durante il 2020. Numeri in crescita, che raccontano quanto la situazione di incertezza gravi sulla leggerezza mentale e psicologica delle persone

VENEZIA. C’è un filo diretto che collega ansia, disagio e depressione con le chiusure forzate in casa, lo stop alla socialità, il timore del contagio e le preoccupazioni ipocondriache. Lo testimoniano gli oltre 33 mila colloqui realizzati nei centri di salute mentale dell’Usl 3 durante il 2020.

Numeri in crescita, che raccontano quanto la situazione di incertezza gravi sulla leggerezza mentale e psicologica delle persone, più o meno giovani, oltre che dei pazienti che avevano già problemi pregressi. Una ricerca sugli effetti del lockdown sulla salute mentale della popolazione durante la pandemia ha evidenziato come tra i 20 mila intervistati, ben 2.555 (il 12% circa) hanno riportato livelli di sintomi depressivi gravi o estremamente gravi. Non basta: 3.627 intervistati (il 17%) hanno lamentato sintomi di ansia, e infine 8.619 (il 41, 6%) ha riferito di sentirsi almeno moderatamente stressato.

Le donne intervistate, insieme alle persone con precedenti problemi di salute mentale, hanno evidenziato un rischio maggiore di sviluppare depressione grave e sintomi di ansia.

«Nel corso del 2020» sottolinea il direttore del dipartimento di Salute mentale, Moreno De Rossi « i nostri servizi territoriali non hanno mai interrotto la loro attività, che è stata erogata sia in presenza che attraverso forme di supporto a distanza. Complessivamente sono stati 33 mila i colloqui effettuati nel corso dell’anno, e sono state 7.171 le persone aiutate durante l’anno presso i nostri Centri di Salute Mentale.

Sempre nel corso del 2020, sono state ben 3.438 le persone che si sono rivolte per la prima volta ai servizi di salute mentale della nostra Usl, dato che riconferma la centralità di questi servizi come riferimento per la popolazione che manifesta disagio di tipo mentale».

Nel mezzo di una pandemia dilagante, il dipartimento ha effettuato direttamente a domicilio 6.488 interventi. Numeri in calo, invece, per i ricoveri nei quattro reparti di Psichiatria dell’Usl 3: «Tra marzo e dicembre, i mesi segnati dal Covid, i ricoveri in sono calati di circa il 10% rispetto all’anno precedente. Inalterati invece rispetto al 2019 sono stati i trattamenti sanitari obbligatori».

L’attività di gruppo, nonostante la temporanea chiusura a livello nazionale dei centri diurni, è stata mantenuta e nei piani dell’Usl 3 sarà potenziata. Tra le varie attività, ci sono gruppi espressivi volti alla gestione dello stress, di rimedio cognitivo, incontri psicoeducativi per i familiari, attività di rilassamento muscolare, gruppi sugli stili di vita salutari, gruppi motivazionali orientati all’assertività, e ancora attività di musicoterapia, arteterapia, teatro, informatica, yoga. —


 

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi