L’amico Fabrizio: «Luca Attanasio voleva visitare Portogruaro»

Il ricordo dell’ambasciatore ucciso in Congo da parte del testimone di nozze, Il gastronomo Nonis conobbe il diplomatico 11 anni fa in Marocco 

La testimonianza

Anche nel portogruarese si piange la morte di Luca Attanasio, il diplomatico italiano di 43 anni, ambasciatore nella Repubblica Democratica del Congo, caduto in un drammatico conflitto a fuoco al confine con il Ruanda, per mano di guerriglieri non ancora identificati. Fabrizio Nonis, 58 anni, macellaio gastronomo di Cinto Caomaggiore molto attivo nelle televisioni con le sue ricette, è stato nel 2015 il suo testimone di nozze. Il sogno di Attanasio era quello di visitare Portogruaro e il vicino Friuli Venezia Giulia con la moglie e le tre bambine. Ma non ha fatto in tempo perché, a seguito di un attentato ancora avvolto nel mistero, ha perduto la vita lunedì assieme al carabiniere Vincenzo Iacovacci.


«Luca era un amico fraterno, ha voluto che facessi da testimone a lui e alla moglie Zakia Seediki, il 2 maggio del 2015 a Saronno», racconta Fabrizio Nonis, «ci eravamo conosciuti nel 2009, a Marrakesh, dove gestivo l’Accademia di cucina Veneto Friulana. Ci presentò il vecchio console Nicola Lener. Luca mi fece subito un’ottima impressione. Mi chiese di collaborare con le autorità locali per rafforzare l’amicizia tra Italia e Marocco». Dopo il matrimonio Luca Attanasio e Fabrizio Nonis si sono incontrati altre volte, a Roma e anche a Venezia. «L’ho portato a fare una gita nella città lagunare e lì mi aveva espresso il desiderio di visitare Portogruaro e il Friuli. Poi è partito per la Repubblica Democratica del Congo e i nostri incontri sono diventati più rari. Non nascondeva la paura. Mi spediva sempre video e fotografie da quel grande Paese, ma erano immagini di gioia. L’ultima volta che l’ho sentito», conclude Nonis. risale a Natale e al periodo di Capodanno scorsi. Lunedì mattina presto mi si è gelato il sangue. Mi ha avvertito dell’attacco un amico comune. Sono profondamente costernato. Non c’è altro da fare che attendere gli sviluppi dell’inchiesta». —



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