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Ricordano in pausa mensa il collega morto, Fincantieri sanziona due delegati Fiom

Secondo l’azienda hanno usato il microfono aziendale nonostante due sentenze abbiano stabilito che non è lecito

Gianni Favarato
2 minuti di lettura

MESTRE. Nuovo scontro alla Fincantieri tra direzione e delegati sindacali della Rsu iscritti alla Fiom-Cgil. A causare l’ennesimo attrito, secondo la versione della segreteria della Fiom veneziana è la «vergognosa contestazione, con sanzione disciplinare, dell’azienda nei confronti di due nostri delegati sindacali solo per aver “disturbato” i lavoratori per qualche minuto durante la refezione in mensa, per ricordare un collega scomparso».

I due delegati della Fiom avevano chiesto alla direzione di poter utilizzare il microfono aziendale per chiedere a tutti i lavoratori un minuto di silenzio in ricordo di un collega, dipendente diretto di Fincantieri, deceduto nel dicembre scorso dopo una lunga e dolorosa malattia. Richiesta respinta dall’azienda sulla base di quanto stabilito, anni fa, da ben due sentenze del tribunale che avevano respinto un ricorso della Fiom veneziana e sancito che durante la pausa mensa va rispettato il «diritto al riposo psico-fisico» e non è quindi lecito usare il microfono per comunicazioni sindacali ai lavoratori.

Difronte al diniego della direzione aziendale, i due delegati delle Tute Blu della Cgil, hanno deciso di farlo lo stesso, diffondendo in tutti i reparti attraverso gli altoparlanti l’invito al minuto di silenzio per un rispettato collega scomparso alla vigilia del Natale scorso, vinto da una grave patologia cancerogena e lascia moglie e figli.

Così, come c’era da attendersi, è arrivata la sanzione disciplinare di Fincantieri con la motivazione, come riporta un comunicato della Fiom che «aver determinato un evidente disturbo della pausa di tutte le maestranze presenti in mensa, momento evidentemente dedicato alla refezione ed al recupero dell’efficienza psico-fisica, costituisce una manifesta infrazione delle disposizioni aziendali».

Fincantieri, attraverso il suo ufficio stampa, ha fatto anche sapere che «si può ricordare un collega deceduto senza infrangere le regole aziendali, come fanno fatto i delegati dei Fim-Cisl e Uilm che, ancor prima del decesso, avevano promosso una raccolta di fondi tra i lavoratori per aiutare la famiglia a sostenere le spese per nuove cure, nella speranza di poterlo ancora salvare».

Per la segreteria della Fiom veneziana, invece, la «sensibilità dell’azienda lascia alquanto a desiderare, se nemmeno i colleghi di lavoro si possono ricordare in mensa senza incorrere in una contestazione disciplinare». «Riteniamo vergognoso» aggiunge il comunicato stampa della Fiom-Cgil «che a seguito della contestazione ai delegati sia stata irrogata anche la sanzione disciplinare solo per aver “disturbato” i lavoratori per qualche minuto durante la refezione».

La segretaria dei metalmeccanici della Cgil, convinta che i suoi delegati hanno fatto “la cosa giusta”, sottolinea che «da sempre alla Fincantieri come in qualunque altra azienda, quando avvengono simili tragedie come la morte di un collega , si usano momenti di massima aggregazione, come le pause mensa proprio per poter esprimere un ultimo e affettuoso pensiero collettivo al compagno di lavoro che non è più tra noi. Contestare e sanzionare gli unici delegati che si sono prodigati per ricordare il collega scomparso denota una mancanza di sensibilità che avrebbe meritato ben altre considerazioni».

«Stupisce, infatti» conclude la Fiom «che la stessa sensibilità, in tema di recupero psico-fisico, non sia stata presa in considerazione per quei lavoratori che oggi, senza accordo sindacale, si trovano a dover pranzare e cenare con la mensa a fine turno dopo sette ore e mezza di lavoro. Ma evidentemente non tutti i riposi sono uguali!». —

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