Romina Laugeni «Subito il carcere»

SAN DONà

«Quel ragazzo deve essere rinchiuso in carcere dopo quello che ha fatto, non ai domiciliari». Romina Ceccato in Laugeni, fondatrice dell’associazione “Alba, luci sulla buona strada”, che tutela i familiari delle vittime della strada, è la mamma di Riccardo Laugeni, morto nel luglio 2019 nel tragico incidente di via Pesarona quando la sua auto, con a bordo quattro amici, è stata colpita da un automobilista pirata e spinta nel canale di bonifica alle porte di Jesolo. Morirono Riccardo e altri tre amici, tutti tra i 20 e 21 anni di San Donà e Musile, e si salvò miracolosamente solo una ragazza. L’automobilista romeno che ha causato l’incidente era stato rintracciato la mattina dopo dai carabinieri e finito agli arresti domiciliari in seguito condannato a 8 anni. Per Romina è stato come rivivere l’incubo sabato sera, quando ha saputo dell’arresto ai domiciliari all’automobilista 24enne di Caorle. «Non può essere questa la punizione», dice Romina, «perché dopo aver ucciso una persona è a ancora a casa sua. Come avvenne con mio figlio e i suoi amici in via Pesarona. Questo 24enne merita il carcere per quello che ha fatto, se saranno confermate la dinamica e le cause del tragico incidente. Le leggi devono essere più severe, chi si mette al volante non deve bere, non deve superare i limiti o effettuare manovre pericolose che mettano a rischio la vita di altri». —




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