Palaplip, duemila bengalesi in coda interviene la polizia, ufficio chiuso

Ressa imprevista per il rinnovo dei passaporti organizzato dal consolato, sanzioni in arrivo

/ mestre

Avevano annunciato la presenza massima di 200 migranti del Bangladesh, scaglionati tra mattina e pomeriggio, per la verifica di documenti da parte delle autorità consolari. Attività ospitata nella esposizioni del Palaplip di via San Donà. Invece di 200, si sono presentati in oltre duemila già al mattino, tanto da costringere la polizia a interrompere l’attività del console e degli impiegati che lo assistevano. Panico, caos, proteste e assembramenti. La polizia solo verso le 12 è riuscita a riportare la normalità e a impedire nuovi assembramenti. Ora arriveranno le sanzioni della Questura.


Ieri, come avviene almeno due volte all’anno da quando gli uffici sono chiusi per la normativa anti-covid, il console bengalese è arrivato da Milano per incontrale i migranti che hanno necessità di sbrigare numerose pratiche e di compilare documenti vari utili al permesso di soggiorno. Appuntamento organizzato dalla comunità al Palaplip di via San Donà. Quando hanno preavvisato alla Questura l’attività che volevano svolgere, le autorità consolari hanno spiegato che riguardava al massimo 200 persone, distribuite tra il mattino e il pomeriggio. Per governare gli accessi ed evitare assembramenti erano previsti pure degli steward che in effetti, ieri mattina di buon’ora, erano al loro posto. Ma ben poco hanno potuto per impedire pericolosi assembramenti. Infatti altro che 200 persone, alle 10 erano già in duemila. È stato il caos più totale in quanto si sono presentati quattro volte tanto i migranti annunciati. L’attesa si è trasformata in un assembramento lungo centinaia e centinaia di metri. Nel contempo ai centralini delle forze dell’ordine e della polizia locale sono arrivate decine e decine di telefonate di cittadini indignati è arrabbiati per quanto stava succedendo. Sul posto sono intervenute le volanti della Polizia coordinate dal vice questore Vicario Eugenio Vomiero.

«Quanto stava succedendo non poteva essere tollerato ulteriormente. Capisco la necessità di ottenere i documenti consolari ma la situazione era degenerata e ho chiesto al Vicario e al Capo di Gabinetto di sospendere tutto. E questo naturalmente poteva creare qualche problema di ordine pubblico perché c’era gente in coda da diverse ore. Ma se non bloccavamo tutto c’era il rischio di trovarsi con quattromila persone - spiega il Questore Maurizio Masciopinto -. C’era stato preavvisato tutt’altro. Devono organizzarsi in maniera diversa. Per questo ho convocato lunedì in Questura i rappresentanti consolari. Spiegherò loro che così non va e naturalmente procederemo a sanzionare chi ha organizzato l’attività in base al DPCM anti-Covid», conclude il Questore Masciopinto. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi