L’ambiente per ripopolare la città: parte progetto Venisia

Anche il Comune aderisce all’iniziativa di Ca’ Foscari per attirare imprese e professionisti

VENEZIA. Progetto “Venisia”, per ripopolare Venezia e attirare soprattutto imprese, manodopera qualificata e attività produttive legate soprattutto al tema della sostenibilità ambientale e dei cambiamenti climatici, oltre dell’innovazione. Andando finalmente oltre la monocultura turistica.

Un progetto ambizioso, Venisia sta per “Venice sustainability innovation accelerator”, predisposto dall’Università di Ca’ Foscari nel periodo del Covid e che vede già la Regione come partner e, ora, anche il Comune, che ha appena siglato in giunta il protocollo d’intesa con Ca’ Foscari, agganciando all’iniziativa anche il protocollo già firmato dalla Regione oltre che da Ca’ Farsetti, che prevede la messa a disposizione di alloggi turistici ora sfitti, per studenti universitari e ricercatori. Ma che potrebbe allargarsi, appunto, anche a chi venga a vivere e a lavorare a Venezia almeno per un periodo di tempo, legato alla nuova iniziativa.

A stilare il progetto, il professor Carlo Bagnoli, del dipartimento di Managenent di Ca’ Foscari, delegato del rettore all’Innovazione strategica. L’obiettivo principale del progetto è fare di Venezia un acceleratore di innovazione per lo sviluppo di soluzioni per la sostenibilità e il cambiamento climatico. Sviluppando, in particolare, progetti innovativi sulla base delle esigenze delle aziende coinvolte, attirando nella città storica di Venezia persone ad alta qualificazione professionale, favorendo così sia la conseguente residenzialità temporanea, per la durata dei progetti, sia quella stabile.

L’interesse della Regione al progetto nasce anche dal fatto che l’ente guidato da Luca Zaia ha già approvato un Protocollo d’intesa per lo Sviluppo sostenibile del Veneto, con una serie di obiettivi in cui il progetto di Ca’ Foscari si inserisce pienamente. Tra di essi la valorizzazione dell’ecosistema socio ambientale, l’innovazione, la riduzione dell’inquinamento.

La Venezia che dovrebbe in futuro attivare anche il nuovo centro di ricerca sui mutamenti climatici approvato dal Governo e con il Mose ormai in dirittura d’arrivo sarebbe pertanto ora nelle condizioni per puntare anche a un nuovo modello di sviluppo legato a queste tematiche, su cui si basa anche il progetto ora lanciato da Ca’ Foscari. Un progetto nato per avviare diverse iniziative sul territorio veneziano nell’ambito della sostenibilità, tra cui anche lo sviluppo di un acceleratore di innovazione sulla sostenibilità. L’acceleratore avrà sede a Venezia, e sarà dedicato all’incremento di idee imprenditoriali e soluzioni tecnologiche resilienti ai cambiamenti climatici, in grado di contribuire alla tutela dell’ambiente e all’utilizzo più efficiente delle risorse.

«Con questo progetto», commenta Tiziana Lippiello, rettrice dell’Università Ca’ Foscari, « diamo un contributo concreto e innovativo allo sviluppo di Venezia e il suo territorio, offrendo nuove opportunità ai giovani». —

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