Maxi stangata sulla tariffa rifiuti a San Donà. "Insoddisfatti dalle audizioni dei vertici. Ora chiarezza sui conti"

Le parole dei direttori del Consorzio di Bacino e di Veritas hanno provocato molte perplessità sul perché degli aumenti 

SAN DONA'. Veritas e Autorità di Bacino in audizione sugli aumenti Tarip. Un momento molto atteso per fare chiarezza sui paventati aumenti del 30% all’orizzonte che non potranno superare però il 6% annuo. Sia la maggioranza sia l’opposizione hanno espresso il loro completo disappunto con una generale alzata di scudi.

«Non siamo soddisfatti dell’incontro tra le Commissioni consiliari I e IV e i dirigenti di Veritas e del Consiglio di Bacino Veneziambiente», premette la capogruppo Pd, Maria Grazia Murer, «non ha per nulla chiarito i motivi per i quali, in un anno, il Comune di San Donà debba passare da 5.452.910 a 7.063.320 euro di piano tariffario della raccolta dei rifiuti con un aumento del 29,53%».

Anche l’assessora all’ambiente, Lorena Marin, è perplessa: «La direttrice del consiglio di bacino, Luisa Tiraoro e il direttore di Veritas Andrea Razzini, non hanno risposto in alcun modo alle richieste che l’amministrazione ha fatto da ottobre: gli sforzi dell’amministrazione e di tutti i sandonatesi per promuovere e incentivare una sempre miglior raccolta differenziata non trovano corrispondenza premiante. In particolare, non sono state considerate alcune premialità previste dal sistema nazionale per i comuni più virtuosi come San Donà».

Sulla stessa linea l’assessore al Bilancio, Daniele Terzariol: «Non basta dire che gli aumenti sono dovuti al metodo imposto dall’autorità nazionale Arera, ci sono ampi margini di discrezionalità per lavorare sui meccanismi di ripartizione in capo sia al Consiglio di Bacino che a Veritas".

"Mancano, inoltre, chiarezza sui conti, sia quelli attuali, che soprattutto futuri. Come facciamo a sapere quanti aumenti ci saranno l’anno prossimo e perché come amministrazione dobbiamo avallare una scelta che non presenta dati certi e definitivi? Non è stata valutata una distribuzione più uniforme degli aumenti nel complesso del Bacino, non sono state vagliate proposte di una diversa remunerazione degli utili".

"L’impressione è che si siano scelti criteri senza un’attenta valutazione delle conseguenze con l’idea che tanto gli aumenti sarebbero stati modesti per una famiglia media».

Albino Zangrando, vice presidente del Consiglio, e Federica Vio, presidente I commissione, entrambi di Azione, hanno espresso la loro contrarietà.

«Crediamo possa essere fatto un lavoro maggiore a livello locale per contingentare le tariffe e nel rispetto della norma nazionale», spiegano, «ci auguriamo che le richieste in commissione, di revisione dell’aumento e rettifica di alcuni metodi di calcolo vengano affrontati in un tavolo tecnico con i nostri dirigenti».

La Lega, con Costante Marigonda, Maria Carla Midena e Giuliano Fogliani si schiera con i cittadini: “Non potranno mai capire come in un Comune virtuoso che ha raggiunto l’83 per cento di differenziata le tariffe aumentino. Passando dalle famiglie alle attività commerciali, ricordiamo che ci sono anche locali chiusi per la pandemia che si sono trovai le bollette da pagare e gli aumenti sono un ulteriore colpo». Razzini da parte sua ha anche spiegato che da due anni non ci sono aumenti nelle bollette. —


 

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