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Addio Treviso, meglio stare con Venezia. Mogliano vuole il Leone

Il vicesindaco Copparoni apre la richiesta formale: servizi, piani urbanistici e prossimità ci avvicinano a Venezia e Mestre, e la proposta andrebbe a referendum. Tentazione secessione per lo sviluppo

MOGLIANO. Mogliano si sente veneziana, o meglio, mestrina. Da anni il tema dell’annessione del comune di Mogliano alla città metropolitana di Venezia è rimasto inchiodato al livello delle chiacchiere da bar, o poco più. Anche il mondo della politica, soprattutto in fase di campagna elettorale, ha sempre affrontato con timidezza questa ipotesi.

Stavolta c’è qualcuno che fa sul serio. È il caso del vicesindaco di Mogliano, Giorgio Copparoni, che nei giorni scorsi ha inviato una formale richiesta al segretario comunale Chiara Mazzocco di individuare la formula più idonea per concretizzare l’addio alla Marca e l’ingresso definitivo, dal punto di vista istituzionale, nella città metropolitana di Venezia, ente che ha nel frattempo preso il posto della vecchia provincia.

L’obiettivo di questa iniziativa, più che calare improvvisamente una decisione dall’alto, punta a riaprire il dibattito e soprattutto a valutare quali benefici potrebbero accompagnare il passaggio sotto l’egida del capoluogo regionale. «Penso ad esempio ai fondi del recovery fund» spiega Copparoni «ma anche alle sinergie che potremmo sviluppare assieme per il rilancio del settore turismo, alla necessità di integrare i servizi di mobilità, creando infrastrutture e strategie comuni, andando anche a prendere atto di quella che già nei fatti è una vicinanza sostanziale».

Il riferimento più banale alla “venezianità” del comune di Mogliano, per i più anziani, è racchiuso tutto nel vecchio prefisso telefonico: 041 e non 0422.

Ma c’è molto di più: si parte dal Palav, cioè dal fatto che il territorio di Mogliano è inserito urbanisticamente e sul fronte ambientale fin dagli anni ’90 all’interno del Piano di Area della Laguna e dell’Area Veneziana, e si arriva al servizio di trasporto urbano curato dall’Actv (l’azienda comunale di trasporti di Venezia), passando inoltre per la presenza moglianese nel Consiglio di Bacino Laguna di Venezia, l’affiliazione alla multiutility veneziana Veritas nella gestione del ciclo rifiuti e al consorzio di bonifica Acque e Risorgive.

Insomma cosa manca? «Forse quello che manca» spiega Copparoni «è una seria presa d’atto da parte della politica, a più livelli. È arrivato il momento di aprire nella nostra città un serio dibattito su questo fronte, perché dobbiamo uscire dalla crisi della pandemia e a pochi chilometri da noi c’è un treno importante di sviluppo strategico che non possiamo lasciarci scappare. Una decisione di questo tipo» conclude Copparoni «ovviamente deve passare attraverso il coinvolgimento dei cittadini, penso a un referendum, la mia richiesta al segretario è stata formulata proprio per individuare il percorso più corretto dal punto di vista della legittimità amministrativa».

La richiesta di passare con Venezia, è legata, come si evince dalle parole del vicesindaco, anche alla speranza che una parte dei 150 milioni di euro della Legge Speciale, che vede l’amministrazione Brugnaro in pressing sul nuovo governo per un cospicuo rifinanziamento, possano andare anche a beneficio del territorio moglianese, un esempio su tutti con la realizzazione della fermata metropolitana ferroviaria di Marocco. E sarebbe solo l’inizio. —



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