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Jesolo, il palazzo è troppo alto: accolto il ricorso al Tar dell’albergo “oscurato”

Contestata l’edificio di sette piani accanto all'hotel Casa Bianca Al Mare. De Zotti (minoranza): «In dubbio il Piano Casa regionale» 

JESOLO. Palazzina di sette piani in piazza Casa Bianca, il Tar accoglie il ricorso del vicinato che aveva messo in dubbio le concessioni sulle altezze. La società Land Srl aveva presentato il ricorso dopo aver acquistato il ramo d’azienda per l’esercizio dell’hotel Casa Bianca Al Mare.

La società ha impugnato il permesso di costruire rilasciato in relazione all’edificio confinante, per la realizzazione dell’intervento di demolizione e ricostruzione con ampliamento che avrebbe cagionato il grave danno all’immobile turistico per la diminuzione di luce, aria, vista e privacy.

In primo luogo, si lamenta che l’altezza dell’edificio in progetto supererebbe quella massima autorizzabile che consentirebbe un incremento fino alla misura del 40% dell’altezza dell’edificio già esistente. Le altezze autorizzate sarebbero pertanto illegittime anche se si volesse ritenere che il 40% dell’altezza originaria vada aggiunto all’altezza massima determinabile.

Il Comune ora ricorrerà al Consiglio di Stato, massimo grado di giudizio per tutelarsi. Intanto, i consiglieri comunali di Jesolo Bene Comune, Christofer De Zotti e Lucas Pavanetto, sono intervenuti sulla sentenza del Tar che mette a loro modo di vedere una seria ipoteca sulla disciplina delle altezze in applicazione del Piano Casa della Regione. Il rischio è che sia messo in discussione il famoso “modello Jesolo”.

«La sentenza è tecnicamente molto complessa e ci riserviamo di approfondirne i contenuti e la portata», premettono, «e fosse confermata in Consiglio di Stato, provocherebbe conseguenze clamorose a Jesolo, con un effetto domino di difficile previsione. Chiediamo che l’amministrazione metta in atto tutte le azioni necessarie a evitare ulteriori contenziosi per il Comune. È evidente», aggiungono, «come lo sviluppo edilizio degli ultimi anni dipendesse anche dall’interpretazione alla disciplina delle altezze, messa in discussione dalla sentenza. Senza voler fermare un comparto produttivo per la città, è ormai chiaro che ci si debba porre serie e approfondite domande sul modello di sviluppo urbanistico. E la delibera del 2015, cassata dal Tar, è l’ennesimo colpo alla politica dello sviluppo urbanistico di questa amministrazione». —


 

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