Padre e figlia muoiono a distanza di tre giorni

Angelo Boscolo Berto e la figlia Annamaria

Sottomarina, Angelo Boscolo Berto (83 anni) aveva gestito il negozio di ortofrutta e Annamaria (49) prestava servizio come volontaria in parrocchia

SOTTOMARINA. Due funerali nella stessa chiesa: l’addio a padre e figlia, a tre giorni di distanza l’uno dall’altra. Doppio lutto in breve tempo per la famiglia Boscolo Berto “Biancon” . A tre giorni dalla morte di papà Angelo, 83 anni, se n’è andata anche la figlia Annamaria, 49 anni, deceduta improvvisamente. Una doppia sofferenza che ha segnato una famiglia già provata dalle difficoltà e che ha sconvolto la comunità di Sottomarina. Padre e figlia sono morti all’ospedale di Chioggia, per l’aggravarsi di alcune patologie.

Angelo Berto aveva gestito per anni un negozio di ortofrutta, in strada Madonna Marina, a pochi metri dall'ospedale clodiense. Le cose però non erano andate bene e aveva ceduto l’attività e la casa per trasferirsi in uno stabile comunale in via Alga.


Le ex compagne di Ragioneria ricordano Annamaria come una ragazza brillante sui banchi di scuola, molto dotata ma che poi avevano perso di vista. La donna è morta venerdì, proprio mentre si stava celebrando il funerale del padre. I due ricoveri non erano tra loro collegati.

Il 10 febbraio l’ultimo saluto ad Annamaria, accolta nella chiesa del Buon Pastore dal picchetto composto da cinque colleghi dell’Ada, l’associazione per i diritti dell’anziano, dove lei prestava servizio come volontaria. Le bandiere dell’associazione a coprire il feretro, il suo cappellino d’ordinanza rinchiuso nella bara accanto al suo corpo.

Non è facile per il parroco, don Antonio Chiereghin, trovare le parole adatte in così tragiche circostanze, parole che possano portare un benché minimo conforto, nella drammaticità del momento. Solo la settimana prima Annamaria aveva organizzato il funerale del padre, assieme alla mamma. «Sono cose» ha detto il parroco durante l’omelia «che segnerebbero chiunque, che vanno a sommarsi a quello che già di tremendo la famiglia stava vivendo, consapevoli di quella voragine di dolore che le parole rischiano di non servire a niente. Si sapeva delle difficoltà di salute di Annamaria, ma una morte così improvvisa non era prevedibile. A volte sembra che il destino si accanisca contro certe famiglie e un contesto del genere fa davvero un male cane. Annamaria faceva la volontaria e lo era anche in casa quando ha saputo accogliere l’anziano padre, perché la vita è saper donare».

Oltre alla madre, Annamaria lascia il compagno Andrea, i fratelli, i cognati e le cognate, i nipoti. Le ceneri saranno tumulate accanto all’urna di papà Angelo. —

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