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Scuole Stefanini e Zuccante è record di iscrizioni, Linguistico e turistico penalizzati dal Covid

Studenti all'esterno di una scuola

L’analisi dei presidi sulla formazione delle classi prime per settembre. Bene i licei, exploit di quelli di Scienze umane e Scienze applicate 

MESTRE. Gli aerei fermi sulle piste, i ristoranti chiusi, gli alberghi senza prenotazioni, la città svuotata, il turismo frantumato. Sono le immagini negli occhi dei 6.327 studenti di terza media veneziani, pronti al grande passo alle superiori.

Giovanissimi che, dopo un anno che ha visto sgretolarsi la principale economia della nostra provincia, non si fidano più del turismo, disertando le scuole dedicate alla cultura internazionale. È così all’istituto Gritti di Mestre dove, spiega il vicepreside Salvatore Rafaniello, «l’anno prossimo si rischierà di formare sei prime, due in meno dell’anno in corso».


I motivi sono molteplici, ma aleggia lo spettro del Covid (e quindi del lockdown, della crisi). «Il calo dei tecnici e l’aumento dei licei è un trend a cui assistiamo da qualche anno. È possibile che il Covid, con il crollo del turismo, sia stato il colpo di grazia», la spiegazione del docente. È così anche nei licei linguistici, come registrano le dirigenti del Bruno-Franchetti, Michela Michieletto, e del Majorana di Mirano, Monica Guaraldo, dove l’indirizzo conta una decina di iscrizioni in meno rispetto all’anno scorso. D’altra parte se nel 2020-21 il settore economico era stato scelto da più di 19 studenti su 100, la percentuale adesso è calata, superando di poco il 16%.

Per un indirizzo che cala, ce ne sono altri che registrano un exploit. La crescita, il prossimo anno scolastico, sarà propria dei licei di Scienze applicate (dal 10,3% all’11,7% di iscrizioni) e dei tecnici tecnologici (dal 19,5% al 21,8%). A spiegarlo sono ancora i dati del liceo Bruno – Franchetti.

«Mentre lo scientifico tradizionale e il classico sono stabili, le scienze applicate hanno registrato un aumento esponenziale», spiega la dirigente Michieletto. Il liceo di Scienze applicate è quello che meglio sa inserire uno studio liceale entro una cornice “pratica”.

I ragazzi non studiano il latino, potenziando però le ore dedicate a informatica, scienze, chimica e biologia. «Le iscrizioni sono andate bene, dalle 320 dell’anno scorso alle 345 di quest’anno. Lo scientifico e il classico sono rimasti stabili, il linguistico è leggermente calato, ma il Liceo di scienze applicate è esploso», conferma Guaraldo del Majorana, dove il numero di classi rimarrà invariato rispetto all’anno scorso.

Potrebbe riuscire a creare una classe in più Valter Rosato, dirigente del liceo Galilei di Dolo: «L’anno prossimo avremo 185 nuovi studenti, 10 in più di quest’anno. Potremmo riuscire a formare 7 prime». Ma le due scuole che hanno fatto registrare i numeri da capogiro sono il liceo Stefanini di Mirano, la cui dirigente Mirella Topazio ha fatto non poca fatica nel riuscire a soddisfare tutte le iscrizioni, e l’istituto Zuccante.

«Quest’anno abbiamo registrato 355 iscritti, 39 in più rispetto all’anno scorso», spiega la preside. Più di uno su tre (183) solo per l’indirizzo di Scienze umane (9% delle preferenze dei giovani veneziani), che registra una crescita verticale rispetto all’anno scorso: +66%.

«Penso che il Covid abbia generato alcune dinamiche e questi numeri sono sintomo di un riscoperto interesse verso l’aspetto psicologico», aggiunge la dirigente, che per l’anno prossimo formerà 13 prime (lo stesso numero di quest’anno), di cui una articolata. I soli studenti costretti a rimanere esclusi sono quelli in esubero dalla sezione dello sportivo. Per legge, in ogni scuola non ce ne può essere più di una, con un massimo di 28 studenti. Quest’anno si sono iscritti in 42, ma l’anno scorso erano 55.

Proseguendo con il tour scolastico, un altro istituto che ha decisamente di che sorridere è lo Zuccante che registra un aumento delle iscrizioni superiore al 30% rispetto ai numeri dell’anno scorso: da 215 a 162. Il dato si inserisce nel trend provinciale che vede i tecnologici salire nelle preferenze da 19,5% a 21,8%.

«Il 65% degli studenti dello Zuccante accede all’Università, mentre gli altri riescono ad accedere al mondo del lavoro in un tempo relativamente breve», l’analisi del dirigente Marco Macciantelli, «C’è il grande desiderio di conseguire un titolo di studio credibile e di qualità per entrare nel mercato del lavoro. Gli istituti tecnici hanno questa caratteristica». —



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