Contenuto riservato agli abbonati

Settemila prestazioni in un giorno solo all'Usl3 veneziana, al Cup 5.320 telefonate in un giorno

Una visita medica

Le Aziende sanitarie cercano di recuperare visite e interventi slittati a causa dell’emergenza

MESTRE. Tornano a indossare “abiti borghesi” gli ospedali veneziani. Dopo avere subito l’onda d’urto del Covid, che ne ha messo in discussione persino la tenuta, ora possono tornare a respirare, con l’alleggerimento dei reparti e la parallela ripresa dell’attività ordinaria. Lunedì 1 febbraio, primo giorno di ritorno all’assetto pre Covid, nei soli ospedali dell’Usl 3 sono stati effettuati 7.218 tra visite ed esami diagnostici: 3.828 tra Venezia e Mestre, 2.714 tra Mirano e Dolo, infine 76 a Chioggia.

Tuttavia, non c'è il dato scisso tra prestazioni già prenotate ma non eseguite (dovrebbero essere la maggior parte) e nuove prestazioni. Al 31 gennaio, erano poco più di 27 mila le prestazioni in attesa di una data utile per essere effettuate. Se le 7.218 appartenessero unicamente a questa categoria, significherebbe che l’Usl 3 riuscirà a recuperare entro domani, in quattro giorni, le attività sospese per quasi tre mesi.

In realtà, lunedì sono state eseguite anche prestazioni nuove e urgenti; ma, appunto, nell’assenza dei due dati, è impossibile stimare i tempi che saranno necessari per smaltire le liste d’attesa. Intanto, l'effettuazione delle prestazioni non eseguite prosegue di pari passo con le nuove prenotazioni.

Sempre lunedì, il Cup dell'azienda sanitaria ha gestito 5.320 telefonate, con un aumento del 22% . Passando al Veneto orientale, sono 3.500 le prestazioni ordinarie già eseguite negli ospedali tra lunedì e ieri. La riconversione “non solo Covid” degli ospedali veneziani è resa possibile dal continuo arretramento del contagio nella nostra provincia, come dimostra il numero delle persone attualmente positive, che cala giorno dopo giorno. Ieri erano 6.198, nonostante la registrazione di 116 nuovi casi.

Gli ospedali si stanno progressivamente svuotando, con un saldo tra nuovi ricoveri, dimissioni e decessi che ieri è stato di “-19”. Sono 240 i posti letto occupati, di cui 17 in Terapia intensiva. Il dato che più pesa, nel bilancio totale, riguarda i decessi: ieri se ne sono registrati altri 17, sono 1.589 da fine febbraio.

Ma il vero argine alla pandemia potrà essere posto solo dal vaccino. Il 15 febbraio inizierà ufficialmente la Fase 2 della campagna, con il coinvolgimento degli over 80. L’autorizzazione all’invio delle lettere di convocazione, da parte della Regione alle diverse aziende sanitarie del territorio, è arrivata il primo febbraio. Eppure non sono ancora stati chiamati i “primi” 66.795 ultraottentenni che vivono in provincia di Venezia, protagonisti dell’inizio della Fase 2 della campagna vaccinale. Questione di poco, anzi, di pochissimo, visto che le prime somministrazioni inizieranno il 15 febbraio, con destinataria una platea potenziale di 8.106 ottantenni veneziani, di cui 2.851 residenti nel solo comune capoluogo.

Certo, è importante che per allora arrivi un quantitativo sufficiente di vaccini Moderna – con un’efficacia del 94.1%, sono stati scelti per la vaccinazione della popolazione più anziana –, dato che il contingente ora presente nel congelatore dell’ospedale Dell’Angelo, che deve essere sufficiente per tutto il Veneto, consentirebbe la copertura di appena 6.200 persone. Anche per questo il piano vaccinale della Regione, che prevedeva la vaccinazione contestuale di 80enni e 75enni, è stato (per l’ennesima volta) disfatto e ricompilato, per adattare le necessità alla realtà. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Polpette di cavolfiore con curcuma, uvetta e anacardi

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi