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Lutto a Mirano: Simone si è spento a vent’anni

Simone, 20 anni appena, e l'Opera Provviodenza Sant'Antonio dove è stato ricoverato

Era il figlio di Michele e Sara Barison, affetto da una malattia rara fin dalla nascita. «Comunicava attraverso gli occhi, amava la corsa e le nuotate in piscina»

MIRANO. Aveva solo 20 anni Simone Barison, ma i suoi occhi blu e il suo sorriso rimarranno nel ricordo di chi lo ha conosciuto, e soprattutto nel cuore dei suoi genitori che lo hanno accudito con infinito amore nell’ultimo anno, caratterizzato dai problemi di salute che hanno colpito il figlio, portandolo fino alla morte martedì scorso.

Simone era un ragazzo pieno di vita, che amava correre, giocare con Adamo ed Eva, i due cani Labrador con i quali faceva pet therapy, e andare in giro in automobile. Dalla nascita si era scoperto che purtroppo era stato colpito da una malattia rara a livello genetico. Tanto che, nel passare degli anni, Simone non era riuscito a iniziare a comunicare con la voce, e allora lo faceva attraverso gli occhi e il sorriso che non mancava mai.


«Purtroppo nel gennaio dello scorso anno, nostro figlio ha avuto una polmonite, che nulla c’entrava con il Covid», spiegano i genitori, Michele e Sara Manzan. «La situazione si è complicata, Simone è passato per gli ospedali di Mirano, Dolo e Padova, fra terapie intensive e varie cure. Infine, gli ultimi tre mesi, è stato all’Opera Provvidenza di Sant’Antonio a Rubano. Ci hanno aiutati molto. Purtroppo per lui l’ultimo anno è stato un calvario, si è consumato giorno dopo giorno, fino alla crisi respiratoria di martedì mattina».

Da piccolo Simone Barison è stato iscritto all’associazione Bambini Invisibili di Spinea poi, crescendo, con la passione per la corsa, padre e figlio sono stati assieme anche in un running team, quindi è stato anche alla Polisportiva Terraglio tra piscina e altre iniziative. «Gli mancava solo la parola» aggiungono i genitori. «Riusciva a dire mamma e papà, il resto ce lo comunicava con gli occhi e raggiungeva sempre il nostro cuore. Era impossibile avere una visione negativa di lui, perché nella difficoltà era sempre sorridente. Fisicamente è sempre stato bene, correva, giocava e stava con noi. Non gli piaceva star fermo, era uno spirito libero e uno scopritore. Fino all’ultimo gli siamo sempre stati vicino. Non ci fosse stata la polmonite, sarebbe ancora con noi, perché la sua non era una malattia degenerativa. Gli stessi medici ci hanno detto che ha avuto una forza grandiosa nel resistere questi mesi, era un grande guerriero. Il ricordo più bello, per noi, rimarranno quegli occhi blu e il sorriso che ci trasmetteva forza».

I funerali, seguiti dalle onoranze funebri Celegon, si terranno il 5 febbraio alle 15 nella chiesa parrocchiale di Ballò. Questa sera alle 19 è prevista nella stessa chiesa la recita del rosario. La famiglia di Simone ha chiesto che – invece di fiori – si facciano, per chi vuole, donazioni all’Opera Provvidenza Sant’Antonio, che ha ospitato il giovane nei suoi ultimi mesi di vita. —



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