«Rispettiamo le norme per stare in classe» «Ma in stazione c’è rischio assembramenti»

PORTOGRUARO

Non siamo ai livelli, almeno non ancora, delle attese fuori da scuola ricordate in una celebre canzone di Antonello Venditti, che però parlava di sogni infranti e aspirazioni compromesse con la società, ma a ogni modo Portogruaro è tornata a vivere. Il rientro a scuola in modalità 50% in presenza e 50% in didattica a distanza è stato salutato con soddisfazione anche dai bar che hanno sede a ridosso del polo scolastico e formativo superiore di Portogruaro. Timidamente i ragazzi hanno fatto il loro ingresso a scuola, rivedendo con immenso piacere i compagni di classe, di scuola e anche gli insegnanti. «Certamente si respira un clima diverso, anche di entusiasmo», ha riferito Leonardo Valente, 14 anni, proveniente da Latisana, studente al Liceo Linguistico Marco Belli, «Ho notato che per fortuna tutti rispettano le distanze all’interno della scuola».


Accanto al Liceo Linguistico c’è il noto Liceo XXV Aprile. Qui ci sono ben tre rami specialistici: il classico, lo scientifico e da qualche anno il musicale. «Il rientro è stato senza dubbio positivo», ha evidenziato Samuele Dal Mas, 17 anni, residente a Portogruaro, «Stare sempre a casa non è stato sempre agevole perché chiaramente mancavano gli insegnanti, i compagni, gli amici. A spezzare la monotonia c’erano le lezioni di sassofono e chitarra, alle quali sono iscritto. Tutti noi abbiamo rispettato i distanziamenti. Sono contento». A stretto giro arriva anche un gruppo di ragazze, sempre dell’indirizzo musicale. Tra loro una trevigiana di Meduna di Livenza, Clotilde Novello di 15 anni. «Eravamo tutti consapevoli di volere rientrare. Siamo entrati in classe tutti muniti di mascherina».

Alessandro Tedesco ha 18 anni e frequenta l’Isis Itc Luzzato, la scuola per ragionieri, nel polo di via Galilei, dove ieri sono entrate in vigore dei divieti di transito stabiliti dalla Polizia locale per evitare ingorghi e assembramenti. «Ho apprezzato molto questa scelta, dettata secondo me dal buonsenso», ha riferito il giovane che abita a Latisana, «La gestione del traffico è stata perfetta». La Polizia locale ringrazia.

Infine i trasporti ferroviari. Sale sul treno per recarsi a scuola Davide Marra di Passarella, 15 anni. «Anche io suono al musicale, mi cimento in pianoforte e sassofono», racconta, «La parte più problematica è l’attesa per salire sul treno. Gli ammassamenti lì sembrano inevitabili. Questo rimane l’aspetto più problematico da risolvere». —

Rosario Padovano

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