Venezia, il negozio è vuoto? «Affittiamolo agli artisti, così si salva la bellezza»

La vetrina di San Polo che annuncia l’iniziativa Off On

L’iniziativa di due artigiani mascareri di San Polo. L’associazione «Venessia.com» adotta la proposta

VENEZIA. Da locali inutilizzati o sfitti a gallerie temporanee per artisti. Da mesi non c’è calle a Venezia dove non ci sia traccia di un negozio in vendita, chiuso o in affitto. Per dare un messaggio di speranza alla città, i mascareri Gualtiero Dall’Osto e Giovanni Pulze della bottega Tragicomica di San Polo, lanciano l’iniziativa Off/On. «Si dice che la bellezza salverà il mondo, ma chi salverà la bellezza e, soprattutto, chi la crea?» spiegano i due artigiani. «Chiediamo a chi ha un negozio chiuso, o sfitto o vuoto di farlo vivere attraverso le opere d’arte degli artisti affinché, attraverso le opere esposte, diventino luoghi di stimolo, di domande e anche di provocazione verso le troppe coscienze anestetizzate del nostro tempo».

La proposta è stata accolta dall’associazione Venessia.com che ha lanciato il video di Andrea Rizzo in cui si spiega l’iniziativa. In effetti da mesi si assiste a una chiusura a domino di molte attività della città che hanno fatto emergere le difficoltà degli artigiani e in generale il problema della monocultura turistica Venezia.


Una situazione drammatica che però non viene vissuta passivamente dai cittadini. «Non si tratta di un’operazione commerciale, perché questo terremoto economico investe tutto il Paese e l’intero pianeta» proseguono gli artigiani che hanno dato il via all’iniziativa nello spazio di Michela Camuffo e Germana Tiozzo al civico 2799 di San Polo.

«Vogliamo far sentire almeno un urlo muto da parte di chi non si arrende alla fine di una città che deve ora, purtroppo, riconquistarsi a fatica il ruolo guida di patrimonio dell’umanità». Qualcuno potrà dire che il problema rimane. «Crediamo nell’iniziativa e facciamo appello ai proprietari dei fondi» afferma Matteo Secchi, portavoce di Venessia.com che da mesi segue il drammatico cambiamento della città.

«Il fatto che il proprio locale diventi un luogo espositivo trasforma un fondo vuoto in un luogo più vivo, dando agli artisti e agli artigiani la possibilità di essere visti e una speranza alla città».

Le prime attività che hanno chiuso sono state quelle dei souvenir, seguite dalle botteghe degli artigiani e da tante altre attività che non hanno più avuto una clientela internazionale e si sono ritrovate faccia a faccia con un problema che da anni si mette nel cassetto: la necessità di ripopolare la città.

Per questo Rizzo nel suo video parla del dovere di smuovere le coscienze: «Le calli veneziane possono trasformarsi in una grande galleria d’arte» spiega l’artista. «Per Pulze opere sono angeli isolati che passeggiano o s’interrogano sul destino di una Venezia così vuota. In definitiva è una proposta di chi non si arrende a quanto sta succedendo». Ovviamente l'iniziativa è una proposta per dare spunto a un dibattito sul futuro della città che, ora come ora, è irriconoscibile. Gli artisti che volessero partecipare possono chiamare Gualtiero al numero 3203117837. —

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