Famiglia del falconiere sterminata dal Covid 19: Studio per capire se è una variante

Ivan Busso, al centro, con i genitori Gianni e Gina Smerghetto: sono tutti morti con il Covid

L’Istituto Zooprofilattico esaminerà la sequenza del virus che ha ucciso Ivan Busso e i suoi genitori a Malcontenta  

VENEZIA. «Sequenzieremo il virus della famiglia veneziana in cui il figlio, la madre e il padre sono morti di Covid nel giro di 18 giorni. E lo faremo anche per un altro caso di cui non si è occupata la stampa: un uomo di 48 anni e due parenti».

Lo ha annunciato ieri il governatore Zaia, nel corso del consueto punto stampa nella sede della Protezione civile di Marghera. Delle analisi si occuperà l’Istituto zooprofilattico delle Venezie, che ha già ricevuto i campioni prelevati dal trevigiano Roberto Rigoli, direttore delle 14 microbiologie regionali.

Il caso della famiglia Busso ha profondamente scosso tutta la città. Ivan - di Malcontenta, sanissimo, 42anni, una figlioletta di due - è stato vinto dal coronavirus il primo giorno del nuovo anno. A inserirsi in un quadro già compromesso, un'infezione batterica contratta in ospedale. Sabato scorso è stata eseguita l'autopsia che dirà quanto questo episodio abbia influito.

Il 15 gennaio, la nuova tragedia. La morte della madre dell'uomo, Gina Smerghetto (65 anni, nessuna patologia), proprio poche ore prima che venissero celebrati i funerali del figlio. A ucciderla è stata sempre la "bestia": il Covid. Ma il destino non ha avuto alcuna pietà della famiglia, uccidendo nella notte di martedì anche il padre Gino, 72 anni, ricoverato da 40 giorni all'ospedale Dell'Angelo. Sempre per il coronavirus.

«In famiglia ci siamo contagiati tutti, anche io e la nostra bimba» spiega Elisa Borella, moglie di Ivan. «Ci eravamo sempre comportati con attenzione, anche perché ho un fratello disabile e temevamo che il virus potesse essere molto rischioso per lui. E invece è stato l'unico a risultare sempre negativo».

Un'intera famiglia annullata dal Covid in meno di 20 giorni. Gli studi dell'Istituto zooprofilattico aiuteranno a capire cos'è successo. Se è questione di genetica, se quella entrata nella famiglia Busso sia stata una variante del virus particolarmente aggressiva. Ma, prima di ricevere i campioni, spiegava Calogero Terragino, coordinatore degli studi genomici sul virus: «Per il momento nessuno studio mondiale ha avuto riscontro di mutazioni più aggressive».

Lo studio servirà proprio a sgomberare il campo da ogni dubbio. Per capire se, quello che si è abbattuto sulla famiglia Busso, sia semplicemente un tragico concatenarsi di fatalità oppure se ci sia una spiegazione scientifica dietro questa enorme disgrazia. —
 
 

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