Addio al piccolo Lorenzo, neonato di otto mesi ucciso dallo streptococco

Lutto a Spinea. Era nato il 17 aprile: fatale uno streptococco contratto nei primi giorni di vita. La mamma: mi manchi, Billo del mio cuore. A Santa Bertilla l’ultimo saluto della città

SPINEA. Il piccolo supereroe di Spinea ha lottato tanto. Con una tenacia incredibile. Il Natale e il ritorno a casa sembravano aver dato qualche speranza, seppure nei limiti di una condizione già molto difficile, ma alla fine il cuoricino di Lorenzo Maggio, 8 mesi (ne avrebbe compiuti 9 ieri), venerdì ha battuto per l’ultima volta, dopo aver resistito per un tempo definito dagli stessi operatori sanitari miracoloso a uno streptococco che lo aveva colpito nei primi giorni di vita.



Lorenzo era diventato un simbolo di lotta alla malattia e di speranza grazie a “Lorenzo il nostro supereroe”, il blog che la mamma Laura Libralesso, il papà Davide Maggio e il fratellino Simone gli avevano dedicato. Un blog in cui si raccontano le attese, i momenti di gioia e anche quelli di sofferenza di una famiglia che, nelle parole della mamma “Sta imparando a non giudicare, a vivere a pieno ogni momento e cos’è l’amore incondizionato. La vita è un dono meraviglioso e sta a noi decidere come vivere il tempo che ci viene concesso”. In poche ore, ieri, è arrivato a superare le trecento iscrizioni. «Mi manchi già così tanto, Billo del mio cuore» lo straziante, affettuoso saluto della mamma, sotto la foto di due mani abbracciate.

Palloncini bianchi per l'addio a Lorenzo, morto a otto mesi a causa dello streptococco

Lorenzo era nato sano lo scorso 17 aprile. Pochi giorni dopo, il dramma. «Lorenzo inizia a star male» racconta la famiglia «e non riusciamo a capirne il motivo. Lo portiamo in ospedale a Mirano dove, dopo quasi 18 ore di attesa e sofferenza, arriva il verdetto: uno streptococco, preso non si sa come o dove. Da qui, il ricovero a Padova per i primi quaranta giorni, e la diagnosi di invalidità e di una vita che sappiamo subito non sarebbe stata lunga». L’Hospice di Padova e l’associazione L’isola che c’è diventano intanto quasi una seconda famiglia, vicina e comprensiva.

Ci sono momenti durissimi da affrontare, sentimenti contrastanti. La mamma ne affida la condivisione proprio al blog: «L’amore vero, incondizionato che solo un figlio ti fa provare, poi la rabbia, una rabbia che ti logora dentro e ti fa implodere, poi la speranza, perché in realtà quella inizialmente mi ha fatto andare avanti giorno dopo giorno ma poi ha lasciato il posto alla tristezza, quella che ti fa pensare che questo mondo è ingiusto...siamo caduti e ci siamo rialzati come mai avremmo immaginato di fare nella vita ma ci siamo, siamo con te e cercheremo di fare ogni giorno la cosa migliore per te perché è vero che ci hai stravolto la vita ma non potremmo amarti più di così».

La famiglia Maggio in questi mesi durissimi ha dovuto affrontare anche i problemi legati al Covid. «Mia sorella è stata anche venti ore a dover attendere per l’esito dei tamponi» racconta la sorella Katia «Ci sono stati momenti nei quali erano più i suoi pianti di quelli del bambino».

Ma i genitori di Lorenzo e il fratellino gli sono sempre stati vicini. «Ha passato tre settimane consecutive a Padova prima di poter tornare a casa. Sembrava essersi stabilizzato, ma poi c’è stato un peggioramento improvviso».

Oggi tutta la città di Spinea si stringerà attorno ai genitori e a Simone («Un bambino fantastico») in un abbraccio virtuale collettivo: il funerale sarà celebrato nella chiesa di Santa Bertilla alle 11. —


 

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