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Le maglie delle sue squadre sul feretro di Enzo La figlia: «Ho perso un padre straordinario»

Commosso addio nella chiesa Santa Maria Elisabetta di Cavallino, al bomber 74enne morto di Covid

Francesco Macaluso
2 minuti di lettura

la cerimonia

Doveva essere una cerimonia funebre poco affollata nelle intenzioni dei famigliari e nelle raccomandazioni dell’amministrazione comunale, per evitare assembramenti. Ma il carattere estroso e il carisma fuori dalle righe dimostrato dentro e fuori al campo dal bomber Fabio Enzo, vecchia gloria della serie A scomparso lunedì a 74 anni per Covid, ieri pomeriggio hanno fatto ancora la differenza nella chiesa Santa Maria Elisabetta visto che in molti non hanno resistito al desiderio di salutarlo per l’ultima volta rendendo omaggio alla sua generosità e alla sua bontà d’animo.

Silenzio in segno di rispetto fra i presenti nell’affollato sagrato di Cavallino all’arrivo dall’ospedale di San Donà della salma di Fabio Enzo, ex campione di calcio della massima serie. A coprire il feretro una vistosa corona di fiori giallorossi e la maglia della Roma col numero 9 in bella mostra sul retro della bara. Proprio la maglia che indossava Fabio Enzo quando segnò il suo primo goal in serie A scolpito nella memoria dei romanisti perché decise il derby capitolino contro la Lazio il 23 ottobre 1966.

Ad attorniare la bara anche altre emblematiche maglie col numero 9: in primis del Venezia, ma anche di squadre come la Salernitana, Verona e Mantova, ma anche il Foggia, Novara, Cesena, Napoli, fino a squadre come l’Omegna e il Biella. Non ultima la maglia con i colori gialloverde del Cavallino Calcio, depositata sul feretro dal direttivo, e biancorosso del Calcio Treporti. Toccante il messaggio letto dalla figlia Daria che lo ha descritto come padre straordinario dalla grande forza d’animo. Presente alla cerimonia con un messaggio di cordoglio anche l’assessore allo sport Lisa Targhetta, ma anche l’ex sindaco Claudio Orazio e tutta la comunità del litorale.

Il tributo in presenza per il “gigante dal sinistro bomba”, è arrivato dalle squadre di club della provincia, calcio Cavallino, acd Treporti e Venezia fc, con una nutrita presenza di amici di gioventù ed ex giocatori da lui allenati, ma anche della Regione, con messaggi arrivati dall’Hellas Verona Football Club dove militò come centravanti nella stagione’71-’72. «Era un amico, Fabio Enzo», ha ricordato vividamente nei social il veronese Raffaele Tomelleri «fin dai tempi del Verona, io nella Primavera, lui con i grandi. Un gigante buono. Ci siamo rivisti più tardi, impossibile non volergli bene. Siamo diventati amici. Ha lottato contro difensori che picchiavano duro, ma non sapeva cos’è la paura. L’ha fregato il Covid maledetto. Ha combattuto. Ha perso. Ha lasciato ricordi, amicizia, sorrisi. Anche lassù ci sarà pesce da cucinare, amici da salutare, aneddoti da raccontare».

All’uscita del feretro il cordoglio silenzioso del corteo di amici e parenti con in testa la moglie Patrizia e la figlia Daria è stato interrotto più volte dagli applausi intermittenti e dalle lacrime. —

Francesco Macaluso

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