Contenuto riservato agli abbonati

Mirano intitola lo stadio da rugby a "Maci" Bianchi

Restauri conclusi dopo 18 mesi grazie al contributo decisivo della imprese locali. Sarà intitolato al fondatore del club 

MIRANO. Ci sono voluti diciotto mesi, dall'affidamento dei lavori, ma alla fine i cantieri allo stadio di rugby si sono conclusi con grande soddisfazione da parte di Comune e club cittadino. E dalla Prefettura è arrivato l'ok per intitolare lo stadio a Ferruccio “Maci” Bianchi, fondatore del club nel 1957.

Una telenovela fatta di problemi accusati quasi subito dal consorzio di imprese lucane che aveva vinto l'appalto, passando per intoppi burocratici, incapacità a concludere gli interventi e poi, di mezzo, ci si è messo il Covid.


Da programma sarebbero serviti quattro mesi, a prenderla larga, con chiusura inaugurazione a novembre 2019. Ma è successo di tutto, senza alcuna responsabilità di amministrazione e Rugby Mirano.

Se ora lo stadio può essere ammirato, avendo le fattezze di un piccolo gioiello quale impianto sportivo, il merito è anche di tanti piccoli imprenditori miranesi che hanno risposto all'appello, nel momento in cui è stato chiaro che il consorzio lucano non ce l'avrebbe più fatta.

E così, negli ultimi mesi sono stati loro i protagonisti, mettendoci un valore aggiunto alla territorialità di questo successo. Mezzo milione di euro investito dal Comune, con tanta pazienza da parte del club bianconero del presidente Stefano Cibin, costretto a giocare sempre in trasferta nello scorso torneo.

Basti pensare che disputò dieci sfide esterne consecutive, prima di poter almeno giocare la prima in casa contro Brescia, all'ultima giornata di andata ma con l'impianto incompleto.

Il lockdown ha poi fatto il resto, con tribuna, alcuni spogliatoi e locali interni da ultimare. La telenovela ha quindi raggiunto l'ultima puntata. «Siamo felicissimi per il risultato ottenuto» ha rimarcato l'assessore allo Sport Cristian Zara. «Martedì abbiamo fatto un sopralluogo con i dirigenti del club ed erano entusiasti. Non vediamo l'ora di poterlo usare, e davvero mi sento di dover ringraziare tutti i professionisti miranesi che ci hanno aiutati a concludere questo impegno».

Ma non c'è una data certa sull'inizio del campionato. Doveva essere il 24 gennaio, forse si arriverà ai primi giorni di marzo, o chissà, anche più avanti. Lo stadio per la Serie B è comunque pronto. La tribuna, ridipinta e confortevole, ha tutti i suoi seggiolini nuovi con i colori sociali della squadra, il bianco e il nero. Illuminazione e locali interni sono a posto. C'è spazio anche per il negozio con maglie e gadget, per la palestra e la lavanderia. E poi pure il campo è stato completamente rifatto, con un manto erboso da far invidia a chi disputa il massimo campionato.

Pronta a riaprire è anche la storica “baracca”, la club house realizzata decenni fa con due moduli di accoglienza per gli sfollati del terremoto del 1976 in Friuli. Ma il progetto per quella nuova è pronto. —


 

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi