Il conforto di un abbraccio nella casa di riposo di Mirano assediata dal Covid. «Lo aspettavamo da mesi»

Inaugurata al Centro servizi Mariutto una stanza protetta dedicata agli abbracci. I parenti di cinque ospiti hanno finalmente potuto stringere e vedere i loro cari

MIRANO. Quelli vissuti ieri pomeriggio al Centro servizi Mariutto, sono stati alcuni dei momenti più emozionanti degli ultimi mesi. L’inaugurazione della Stanza degli abbracci, ha permesso ai primi cinque ospiti della struttura di incontrare i propri parenti da una distanza mai provata prima dall’inizio della pandemia. Un velo di plastica li ha separati, ma non questo non ha impedito di carpire il calore della mano altrui.
 
 Occhi lucidi, qualche lacrima, la stretta di un abbraccio o anche della sola mano, ma pure quelle carezze tanto sospirate che sono diventate realtà. Poco conta se un sottile strato di plastica divideva la pelle di ospiti e parenti, perché è stato questo un passo avanti prezioso nel riavvicinamento. 
 
Il tutto a vaccinazione degli ospiti anziani eseguita nella mattinata di martedì, seguita a quella del personale della struttura giorni prima. 
 
Occhi felici, parole affettuose, ma sguardi che spesso sono andati oltre alcune frasi, anche difficili da pronunciare per questi primi cinque anziani. Tutti ospiti del settore dedicato ai malati di Alzheimer, e quindi i residenti in condizioni più gravi tra i 200 seguiti dagli operatori del Mariutto. La Stanza degli abbracci è stata gonfiata al mattino, igienizzata, e preparata per i primi incontri. Accessi separati per parenti e ospiti per rispettare le norme anti Covid, con obbligo di indossare anche la mascherina e igienizzarsi le mani prima di sedersi uno di fronte all’altro.
 
 
Presenti gli educatori, una psicologa, che hanno assistito ai primi abbracci. Giusto per monitorare la situazione, e poi lasciare i parenti alla loro intimità. Una ventina di minuti preziosissimi, che hanno spalancato la porta a una situazione inimmaginabile fino a qualche mese fa. Possibile grazie alla donazione ricevuta da una azienda padovana del settore della robotica, la Sit spa, che non si è tirata indietro alla sensibilizzazione ricevuta sul progetto del Mariutto, assegnando 2. 500 euro all’acquisto dell’attrezzatura gonfiabile. Tra un incontro e l’altro il gonfiabile viene completamente igienizzato, così come prima di essere utilizzato la prima volta e dopo l’ultima. Quindi viene sgonfiato in attesa del nuovo utilizzo.
 
«Non potevo desiderare di meglio in questo momento», ha detto uno degli anziani dopo l’incontro con un familiare, ma tutti hanno ringraziato per questa opportunità, che dai prossimi giorni verrà concessa a rotazione anche agli altri ospiti e alle loro famiglie, previo appuntamento. Un passo avanti notevole rispetto alle sole videochiamate possibili nei mesi scorsi, e ai tavoli con il plexiglass in attesa di poterli di nuovo utilizzare. La direzione del Mariutto conta di poter garantire almeno una decina di incontri al giorno nella stanza degli abbracci, con la distribuzione nella settimana che dipende anche dagli orari dei pasti per gli ospiti e dalle necessità che di volta in volta si manifesteranno.
 
«Attraverso la campagna donazioni natalizie, abbiamo raccolto altri piccoli, ma per noi grandissimi contributi» , spiegano dalla struttura, «che potrebbero portare a concretizzare un altro nostro progetto: quello della cucina terapeutica, un luogo in cui gli anziani potrebbero – in tutta sicurezza – sperimentarsi in attività culinarie e di educazione alimentare, perché anche a una certa età è doveroso sperimentare il piacere del gusto della vita».-
 
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