Niente domiciliari a Lino Maritan e altri tre della banda

San Donà, restano in carcere tutti gli arrestati per estorsione e minacce nei confronti di Matteo Buriollo per un prestito di 40 mila euro

SAN DONA'. Restano per ora in carcere Lino Maritan, Pier Luigi Guerrato, Robertino Gaetano, Michele Poniciappi: il giudice per le indagini preliminari Luca Marini ha, infatti, respinto le richieste di arresti domiciliari avanzate dai loro difensori.

La vicenda giudiziaria vede tra i protagonisti - indagati dal pubblico ministero dell’antimafia Giovanni Zorzi - la “storica” famiglia Maritan. Oltre al padre Lino, il figlio Luciano e lo zio Silvano Maritan (che essendo già in carcere per omicidio, non è stato raggiunto dalla nuova misura cautelare), accusati di estorsione e minacce nei confronti di Matteo Buriollo, per un prestito al padre di quest’ultimo 40 mila euro del quale - secondo l’accusa - chiedevano la restituzione con “interessi” per oltre 13 mila euro, minacciandolo di botte e di sfasciargli la casa.



Nei giorni scorsi gli arresti, su disposizione del gip Marini che ha accolto le richieste del pm Zorzi. All’interrogatorio di garanzia, tutti hanno taciuto, avvalendosi della facoltà di non rispondere, tranne Ponciappi, che ha raccontato di aver fatto l’autista in due occasioni per Luciano Maritan, accompagnando in Svizzera un imprenditore per recuperare dei soldi, ma di non sapere nulla di estorsioni.

Lino Maritan al momento dell’arresto, ha manifestato un malore. Al momento, però, il gip Marini ritiene che non ci siano motivi per alleggerire le misure cautelari. Decideranno i giudici del Tribunale del Riesame, al quale le difese hanno già presentato ricorso. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Merluzzo al vapore al pomodoro e taggiasche, farro, cime di rapa alle mandorle

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi