Maree a Venezia, Spitz vuole cambiare le Previsioni. Nuovo tavolo tecnico, senza Ispra e Cnr

La lettera inviata a Comune e Provveditorato. Il Centro maree diventa un “fornitore”, come il Consorzio in liquidazione

VENEZIA. Il commissario del Mose vuole cambiare l’organizzazione delle previsioni sulla marea. E istituire un nuovo "Tavolo tecnico" tra il Centro maree del Comune e la Sala Operativa Decisionale del Consorzio Venezia Nuova in liquidazione.

Sarà stato il grave errore dell’8 dicembre, con le paratoie lasciate sul fondo proprio il giorno dell’acqua più alta dell’anno, 138 centimetri. Oppure la volontà di riorganizzare i servizi in vista dell’avvio dell’Autorità per la laguna. Fatto sta che negli ultimi giorni dell’anno la commissaria Sblocca cantieri del Mose Elisabetta Spitz ha inviato al Comune e al Provveditorato alle Opere pubbliche una bozza di un protocollo di ’Intesa per riformare il sistema delle previsioni.

I «fornitori», secondo Spitz, sono il Centro Maree e la Sala Operativa. Vengono ignorati Ispra e il Cnr. Che fanno parte dell’attuale Tavolo, istituito il 23 ottobre del 2018. Viene ipotizzata una nuova modalità operativa di decisioni. Tra Commissario, Comune, Provveditorato, Autorità portuale, Capitaneria.


Il testo è adesso all’esame degli enti. E ha destato non poche perplessità. «È sicuramente necessario aggiornare le strumentazioni, in una fase dove le previsioni del tempo e dei venti e dunque delle maree risultano sempre più difficili», dicono i tecnici.

Ma forse non è necessario togliere al Comune una funzione che mantiene da quasi quarant’anni. Il Centro maree venne infatti fondato negli anni Ottanta dall’ingegner Sergio Vazzoler, allora assessore ai Servizi pubblici, e da Paolo Canestrelli. Oggi è diretto da Alvise Papa. E le previsioni sono sempre più affidabili, anche se a volte soggette ai capricci dei venti e dei cambiamenti climatici.

La Sala Operativa è invece creatura nata da qualche mese fa, per decidere sull’azionabilità del Mose e il sollevamento delle paratoie. Due centri che non possono essere messi sullo stesso piano, dicono gli esperti. Già qualche anno fa, ai tempi di Mazzacurati, il Consorzio aveva proposto di unificare le previsioni portando il nuovo Centro all’Arsenale. Ma non se ne era fatto nulla. E si era preferito lasciare le previsioni al Comune, ente territoriale che risponde ai cittadini e aziona i sistemi di allertamento.

Ma adesso c’è il Mose. E per decidere quando azionarlo bisogna attendere le previsioni. L’ 8 dicembre, nonostante il Tavolo tecnico avesse avvisato di una marea tra 125 e 135 centimetri, il Mose non era stato messo in funzione dalla Sala Operativa e dal commissario. Polemiche e proteste.

Adesso arriva la proposta di cambiare radicalmente l’organizzazione delle previsioni. Il Mose è ancora in fase di prove. Sarà concluso soltanto il 31 dicembre. E sull’esito delle sperimentazioni adesso sono in tanti a chiedere la pubblicazione dei dati registrati durante le aperture, anche differenziate, nel mese di dicembre. Per studiare oltre alla sua efficacia e al funzionamento, anche gli effetti che ha avuto sulla laguna. —


 

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