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Cinque giorni di scuole aperte ed è già boom di contagi in classe

Sono 160 gli allievi di otto classi costretti a casa, 7 insegnanti in isolamento. Ieri 26 vittime

VENEZIA. Sono stati sufficienti cinque giorni di scuola per far schizzare dati che, complici le vacanze di Natale, erano finalmente scesi a zero.

Sono già 163 gli studenti e 7 i docenti delle scuole veneziane costretti a casa, in isolamento. A causa del nuovo protocollo regionale che impone l’attivazione di default della quarantena all’emergere di un caso, con tampone da eseguirsi al decimo giorno.

Le classi interessate al momento sono otto: 4 primarie, 3 medie e una materna. Per un totale di 7 studenti e un docente positivo. Due casi si contano a Venezia e altrettanti a Campolongo; i rimanenti tre si dividono tra Cavarzere, Chioggia e Marcon.

Anche per questo nei giorni scorsi si è fatta sempre più insistente l’ipotesi di inserire il personale scolastico, ma non gli studenti, nella fascia dei prossimi destinatari della vaccinazione contro il Covid.

A questo proposito, nell’Usl 3, la fase 2 della vaccinazione di massa potrebbe iniziare già la prossima settimana, seguendo un primato virtuoso finora proprio del solo Bellunese.

Destinatari delle nuove dosi Pfizer – il terzo contingente per il Veneziano da 7.020 iniezioni è arrivato ieri all’Angelo – saranno gli ultra 80enni, che nel territorio che fa capo all’azienda sanitaria Serenissima sono 49.763, di cui 16.311 a Mestre e 8.586 nella città d’acqua.

Andranno a loro, dunque, le prime dosi della “fase 2” della vaccinazione, che coinvolgerà potenzialmente 199.817 veneziani (extra Veneto orientale). Per questo i sindaci sono alla ricerca degli spazi per questa fase. Fase dalla quale, al momento, sembrano escluse le badanti che accudiscono gli anziani. Perché le prime vaccinazioni possano effettivamente partire la settimana prossima, prima sarà necessario completare le vaccinazioni tra operatori dei servizi sanitari e ospiti delle strutture residenziali. Un bacino da 23.429 persone; 27.988, considerando anche l’Usl 4.

Intanto l'Usl 4 chiede che le dosi destinate al Veneto orientale siano raddoppiate. Il dg, Carlo Bramezza, ha chiesto alla Regione di passare da 1.470 vaccini settimanali a 4.000. Se oggi si vaccina nei tre ospedali al ritmo di circa 200 persone al giorno, l'obiettivo è superare le 400. Per garantire le vaccinazioni, verranno messe a disposizione spazi adeguati. Il palaInvent al lido di Jesolo, il teatro metropolitano Astra a San Donà, il parcheggio all’outlet di Noventa, e si sta cercando un’area anche a Portogruaro.

Il 70% del personale sanitario dell’Usl 4 è già stato vaccinato, è stata completata la vaccinazione di tutti i 140 medici di base e stanno per essere completati i 1.200 anziani e il personale delle case di riposo. Un ritmo elevatissimo in questi primi giorni dell’anno, come ha confermato Carlo Bramezza: «Possiamo raddoppiare il ritmo se la Regione ci fornirà più vaccini e così potremo terminare la campagna prima dell’estate».

Eppure il Covid continua a fare paura. Ieri si è registrato un altro picco dei decessi: 26. Alcuni dei quali, in realtà, si erano verificati nel fine settimana, venendo conteggiati solo ieri. Continuano a frenare, invece, i contagi. Ieri i nuovi tamponi positivi sono stati “appena” 288. Dato che contribuisce a far scendere il totale dei casi attivi: 13.017. Diminuiscono poi i ricoveri: sono 534 (-8) di cui 56 (-3) in Terapia intensiva. Sono ancora circa 2 mila i contagiati nel Veneto orientale, 220 solo nella giornata di ieri. Il leggero calo dei giorni scorsi non può certo tranquillizzare la popolazione. A San Donà ci sono 358 positivi, 311 a Jesolo, 218 a Portogruaro, 170 a San Stino di Livenza, 164 a Eraclea, 98 a Cavallino Treporti. 

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