Cavallino prepara l’ultimo saluto al suo campione Fabio Enzo, vinto dal Covid

Venerdì alle 15 i funerali dell’ex centravanti di serie A. La figlia Daria ringrazia tutti e chiede di non creare assembramenti in occasione delle esequie

l’addio

Funerali a Cavallino dell’ex centravanti di serie A, Fabio Enzo, vinto solo dal Covid: si temono assembramenti nella chiesa nuova e nel sagrato della chiesa di Santa Maria Elisabetta. Già nella serata di lunedì è arrivato il nulla osta dell’Usl 4 che ha autorizzato i funerali, che saranno celebrati da don Fabio Miotto venerdì alle 15, grazie all’ultimo tampone risultato negativo durante gli ultimi giorni della sua degenza all’ospedale di San Donà.


A mettere le mani avanti temendo un’eccessiva affluenza soprattutto i famigliari del bomber, seppure orgogliosi delle numerosissime attestazioni d’affetto arrivate da tutta Italia, dalle tifoserie e dai direttivi delle squadre di club dove “bulldozer Enzo” aveva militato come giocatore. Venezia, Salernitana, Verona e Mantova, ma anche Foggia o Novara, fino a squadre come Omegna e Biella, non ultima la Roma, osannato dai tifosi giallorossi dopo aver segnato il suo primo gol in serie A che decise il derby capitolino contro la Lazio il 23 ottobre 1966.

«Sappiamo che tanta gente vorrebbe partecipare al funerale», ha scritto la figlia Daria nei social, «però purtroppo siamo anche consapevoli del brutto periodo che stiamo vivendo quindi siamo ben coscienti che non tutti potranno esserci fisicamente. Noi vi ringraziamo tantissimo tutti per il vostro pensiero che comunque per noi è molto importante e speriamo che in un prossimo futuro ci sarà l’occasione per trovarci tutti insieme e festeggiare come lui avrebbe voluto». A Cavallino-Treporti se lo ricordano tutti, fra i tanti anche la gestione della pizzeria Jolanda e Francesco Basciano, più volte invitati nel suo museo di cimeli calcistici allestito nella taverna di casa. «Siamo pronti a onorarlo come merita quando sarà possibile», dice il presidente del Calcio Cavallino, Michele Tonon «Fabio per me e mio padre Nerio, che decise l’inizio della sua avventura calcistica, è parte della storia della nostra famiglia». —

Francesco Macaluso

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