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Sano, sportivo, 55 anni: vinto dal Covid in cinque giorni a Mestre

Paolo Ganassin lavorava alle Generali ed era attivo in palestra. Dalla mancanza di respiro alla Terapia intensiva, poi la morte. I familiari: "Per favore, non sottovalutate questo virus"

MESTRE. Se ne è andato in cinque giorni Paolo Ganassin, di Mestre. Vinto dal Covid ad appena 55 anni. «Stava bene, non aveva nessuna malattia e non aveva mai fumato una sigaretta in vita sua. Era uno sportivo, andava sempre in palestra e amava viaggiare», racconta la cognata, distrutta dal dolore.

«Il pomeriggio di Natale si è sentito male mentre si trovava a casa, gli mancava il respiro. Penso che avesse un po’ sottovalutato i primi sintomi. Ma quel giorno la persona che era con lui ha chiamato l’ambulanza. È stato ricoverato d’urgenza in Terapia intensiva, all’ospedale dell’Angelo. È stato intubato immediatamente, ma purtroppo non è stato sufficiente. Se ne è andato in appena 5 giorni. Siamo stati contattati dall’ospedale la mattina del 30 dicembre. Paolo se ne era andato alle 7.30. Non abbiamo nemmeno potuto vederlo».

Ganassin viveva in centro a Mestre e lavorava nella sede di Mogliano delle Assicurazioni Generali. «Si era laureato in Economia aziendale con 110 e lode», spiega ancora la cognata, non nascondendo un certo orgoglio. «Amava il suo lavoro, amava viaggiare, amava tenersi attivo», il ritratto che sembra allontanare lo spettro del Covid, nella sua forma più acuta. Non è stato così. «Dobbiamo ancora realizzare appieno quanto è successo. È accaduto tutto nel giro di così poco tempo, che ancora ci sembra impossibile. Paolo se ne è andato in 5 giorni. È stato terribile. Non abbiamo nemmeno potuto vederlo per un ultimo saluto».

I funerali si terranno questa mattina, alle 11, nella chiesa parrocchiale San Paolo apostolo di via Stuparich. «Abbiamo dovuto attendere quasi due settimane perché tutti i posti per le cerimonie, in chiesa, erano pieni. Il parroco mi ha raccontato che solo questa mattina ha celebrato tre funerali di persone uccise dal Covid, mentre una mia amica ha dovuto attendere ben dieci giorni perché la madre fosse cremata. Tutto questo aggiunge ulteriore dolore a una sofferenza che è già atroce», continua la cognata.

«Leggo tutti i giorni sui social network che tante persone continuano a negare, molte altre scaricano la loro rabbia verso chi racconta quello che sta accadendo. Pensando a quanto è successo a Paolo e alla nostra famiglia, questo mi fa molto male. Mio cognato era giovane e in salute. Non facciamo l’errore di sottovalutare questo virus. Comportiamoci rispettando sempre le regole. Io sono un’infermiera ormai in pensione e ho capito che il coronavirus non è uno scherzo e non perdona». Paolo Ganassin lascia Stefano e i fratelli Claudio e Luciano. —



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