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«I candidati che amano la legalità dicano no ai personaggi ambigui»

L’europarlamentare Pignedoli (M5S) in vista del voto a Caorle «Bisogna tenere gli occhi aperti sulle infiltrazioni della criminalità»

Rosario Padovano
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l’appello

Timori, dubbi, paure. Angoscia per possibili infiltrazioni e per imbrogli di ogni tipo, come i trasferimenti “farsa”, in via delle amministrative 2021. Dopo la denuncia del Pd di Portogruaro, che in consiglio comunale lo scorso 30 dicembre ha denunciato la presenza di 12 siti catastali, tra garage e appartamenti, confiscati alla criminalità organizzata, il Movimento 5 Stelle torna ad accendere i riflettori su Caorle, località finita al centro dell’attenzione per la mancata firma, sul Bilancio di fine anno, da parte del revisore dei conti, Pamela Parisotto, che poi ha rassegnato le dimissioni.

«Si vigili sulle elezioni comunali, alla luce degli sviluppi sulla criminalità organizzata nel litorale». Questo è quanto ha espresso venerdì sera l’europarlamentare padovana del partito di Grillo, Sabrina Pignedoli.

«La prossima primavera, tra gli 81 Comuni veneti chiamati al voto», ricorda, «ci sarà anche Caorle. È necessario vigilare fin da ora su quanto accadrà prima delle elezioni in questa città, su chi saranno i candidati e da chi sono appoggiati. L’ultima volta che si votò, nel 2016, secondo quanto emerge dagli atti giudiziari, il boss dei Casalesi, Donadio, raccolse pacchetti di voti, puntando a fare eleggere una persona di sua fiducia. Fin da ora chiedo ai candidati che hanno a cuore la legalità di rifiutare pubblicamente i voti di personaggi ambigui e a dissociarsi ufficialmente da quanto accaduto finora», ha proseguito l’eurodeputata che associa Caorle al “caso-Eraclea”. «Poco più di un mese fa per la prima volta in Veneto un politico è stato condannato per reati di mafia, come ha ricordato il “Centro di documentazione e inchiesta sulla criminalità organizzata in Veneto”. Il sindaco di Eraclea Graziano Teso è stato condannato», prosegue Pignedoli, «in primo grado a 3 anni e 3 mesi per concorso esterno in associazione mafiosa, assieme ad altre 24 persone. Teso è stato per decenni una figura di riferimento della politica locale, impegnato poi molto (forse troppo) nel settore immobiliare e, secondo i giudici, anche nell’intrattenere rapporti con camorristi radicati da decenni nel territorio della provincia di Venezia. In Veneto la presenza delle mafie è accertata da tempo. Dobbiamo fare in modo che non mettano le mani sulle istituzioni». Un contributo al punto di vista di Pignedoli lo ha portato Fabio Rossignoli. Candidato alle scorse regionali, Rossignoli potrebbe fare parte di un progetto per correre alle prossime elezioni amministrative. «Condivido la posizione della nostra europarlamentare», spiega Rossignoli, «in merito alle amministrative non c’è ancora nulla di definito». —



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