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«Nove mesi che non ci sei più... Mi sono vaccinato per ricordarti, mamma»

Rafi El Mazloum e la madre Samar Sinjab

Il post di Rafi El Mazloum, medico e figlio di Samar Sinijab, prima dottoressa di famiglia morta in Veneto

DOLO. «Ciao Samar Sinjab. Oggi sono nove mesi che non ci sei più… E oggi ho ricevuto la prima dose del vaccino contro il bastardo che ti ha portato via». Sono queste le parole che Rafi El Mazloum, medico di famiglia, ha dedicato ieri alla madre, primo camice bianco sconfitto dal Covid in Veneto.

Sinjab aveva uno studio medico a Mira Taglio e un altro vicino alla farmacia a Borbiago. A inizio marzo i primi malesseri, poi le difficoltà respiratorie, infine la polmonite interstiziale bilaterale e il decesso.


Il marito della donna, Omar El Mazloum, scomparso 13 anni fa, era anch’egli un famoso pediatra di base che dagli anni Novanta che si era stabilito a Mira.

Ieri, il figlio Rafi ha compiuto il primo piccolo, grande passo di immunizzazione, sottoponendosi al vaccino nella sede dei Sisp di Dolo. «Avevo appena finito il turno di notte e infatti ero distrutto. L’infermiere ha visto che quasi non mi reggevo in piedi ed è stato gentilissimo e velocissimo. La sola parola che mi viene in mente, ora, è “Finalmente” . La mia dedica ovviamente è per mamma. Adesso non vedo l’ora che sia il 30 gennaio, quando mi sarà somministrata anche la seconda dose».

Il giovane medico non teme i “no vax”; non almeno tra i suoi pazienti: «In tanti mi hanno chiesto cosa penso del vaccino, considerando la rapidità con cui è stato approvato e mille altre “fake news” . La mia risposta è sempre la stessa: “Hai delle alternative? No”. Quanto ai miei pazienti, erano tutti legatissimi a mia mamma. Dopo quello che è successo sono sicuro che, se solo potessi somministrare i vaccini già domani, fuori dallo studio si creerebbe immediatamente una fila da 1.500 persone. Quando provi sulla tua pelle “la bestia”, allora non puoi non capirne la pericolosità. E infatti ci sono moltissimi miei pazienti, risultati positivi al Covid in passato, che continuano a chiedermi se so quando arriverà il loro turno».

Anche per questo El Mazloum spera di poter presto essere chiamato per eseguire a sua volta le somministrazioni. «Così come ho fatto i tamponi, farei qualsiasi cosa per aiutare la popolazione». Eppure tra i sanitari c’è chi ha detto no al vaccino. Uno su cinque, tra i medici di famiglia trevigiani. «Scelta loro, ognuno decide cosa fare con la propria salute» taglia corto El Mazloum. «Certo, dato che noi medici conosciamo bene la situazione, mi piacerebbe capire il perché di questa decisione». —

 

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