Contenuto riservato agli abbonati

"Ditemi perché mio marito è morto di Covid a 42 anni". Esposto a Venezia della vedova di Busso, il falconiere

Ivan Busso, 42 anni assieme a George Clooney e con uno dei suoi falchi

La moglie vuole vederci chiaro sul decesso del marito avvenuto a Capodanno all'ospedale dell'Angelo dopo un mese di cure e un'infezione sospetta. L'Usl 3: "I nostri ospedali si sono prodigati in ogni modo"

MALCONTENTA. «Ditemi com’è morto mio marito e perché un uomo giovane e forte, sano e salutista sia potuto morire di Covid a 42 anni». Scatta l'esposto in Procura della Repubblica per la morte del falconiere di 42 anni Ivan Basso deceduto a causa del Covid 19 all'ospedale dell'Angelo il primo gennaio.
 
A fare l'esposto in Procura è stata direttamente la moglie Elisa Borella . La vedova, vuol capire se al marito, contagiato dal Covid, sia stata fatale l’infezione batterica contratta all’ospedale di Dolo In seguito all'esposto il Pubblico Ministero della Procura di Venezia, Roberto Terzo, ha aperto un procedimento penale, per ora contro ignoti,disponendo l’autopsia del falconiere per sabato 9 gennaio. Il 42 enne di Malcontenta non soffriva di patologie pregresse. A raccontare cosa era successo è stata nei giorni scorsi la consorte.
 
 
L’uomo, che aveva accusato i primi segni del contagio ad inizio dicembre, con i classici sintomi (febbre alta, tosse e affaticamento respiratorio), non ha nulla contro i sanitari che hanno assistito il marito durante il lungo ricovero all’ospedale di Dolo, dal 9 dicembre, per lo più, a parte i primi giorni, nel reparto di Terapia Intensiva e con intubazione orale. Elisa Borella, vuole capire come sia possibile che il marito abbia potuto contrarre durante il ricovero due batteri, in particolare uno, l’Acinetobacter, assai resistente, e, soprattutto, quanto quest’ulteriore infezione abbia influito sul tragico epilogo della malattia, considerato anche il fatto che prima che subentrasse tale complicazione, di cui è stata informata il 18 dicembre, Ivan era in costante miglioramento, gli era stata ridotta la saturazione dell’ossigeno del 50 per cento e i medici stavano pensando di diminuire i farmaci della sedazione per risvegliarlo.
 
Ma non solo. Busso il Covid lo aveva superato, pochi giorni dopo era stato comunque portato fuori dalla terapia intensiva , il 21 dicembre aveva soltanto la maschera di ossigeno eaveva potuto effettuare una video chiamata alla moglie e alla figlioletta di due anni: il 22 e il 24 dicembre i tamponi a cui si era sottoposto erano risultati negativi. I medici non riuscivano ad avere ragione del batterio, nonostante i sette diversi tipi di antibioticocon cui avevano provato. Finché la situazione è di nuovo precipitata, la saturazione di ossigeno nuovamente crollata e a Natale,  si è stati costretti a intubarlo nuovamente.
 
 
La vedova chiede di sapere perché si sia deciso di tentare con l’Ecmo, l’ossigenazione extracorporea a membrana, solo il primo gennaio. Elisa che ilmarito non era nelle condizioni per procedere alla terapia Ecmo, era giunto troppo tardi. E infatti di lì a poche ore sarebbe spirato. Per essere aiutata ad avere risposte a questi interrogativi la moglie della vittima, attraverso il responsabile della sede di Dolosi è dunque affidata a Studio3A-Valore.
Il 4 gennaio è stato presentato un esposto querela presso la stazione dei carabinieri di Dolo chiedendo all’autorità giudiziaria il sequestro delle cartelle cliniche e la perizia autoptica sulla salma. Richieste accolte dalla Procura lagunare. Mercoledì 5 gennaio il dottor Terzo ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio colposo e ha ordinato l’autopsia sulla salma per chiarire le cause del decesso, se siano intervenute concause commissive od omissive riconducibili al trattamento sanitario ricevuto e se esso possa essere connesso anche in parte a condotte imperite, negligenti o imprudenti da parte dei sanitari. L’incarico si farà sabato 9 gennaio, alle 9, presso l’obitorio dell’ospedale dell’Angelo al medico della Medicina Legale di Padova dottor .Guido Viel. Alle operazioni peritali parteciperà anche il dottor Rafi El Mazloum , medico legale di parte. In questi giorni una raccolta di fondi a favore della famiglia colpita dal lutto organizzata dagli amici ha raggiunto i 50 mila euro.
 
Da parte sua l'Usl 3 Serenissima sulla vicenda ha diramato la seguente nota: "Gli ospedali e i sanitari dell'Ulss 3 si sono prodigati in ogni modo per questo paziente gravemente colpito dalla malattia. Ora collaborano ad ogni verifica che si ritenuta necessaria, perché si possa sgombrare il campo da ogni dubbio, e si possa ricondurre il decesso alla sua reale dimensione, che è comunque purtroppo tragica per la persona deceduta e per i suoi familiari".

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi