La ripartenza della scuola, a Mestre bus per 11 mila ragazzi e 48 stewart contro la ressa

Segnali di collaborazione tra le aziende di trasporto e gli istituti superiori per il ritorno in classe. Dal 7 al 15 gennaio tornerà a scuola 1 alunno ogni 2  

MESTRE. Il ritorno a scuola dal 7 gennaio degli studenti delle Superiori si prefigura come un vero e proprio test in una regione, dove i contagi da Covid continuano ad allarmare. Il Piano del prefetto Zappalorto si era tenuto largo, sui numeri, calibrando i trasporti scolastici su un rientro al 75 per cento nelle aule. Ma tra il 7 e il 15 gennaio il rientro ci sarà solo al 50 per cento e i numeri del piano prefettizio vanno in questo avvio ridotti.

Su una popolazione scolastica alle Superiori di 33.369 studenti, quelli che usano i mezzi pubblici per andare e tornare da scuola sono quasi 22.500. Il piano del prefetto, con un rientro al 75 per cento, era stato calibrato per gestire il ritorno in aula di quasi 16.900 ragazzi. Con la scelta del governo di riavviare la scuola con presenze in aula al 50 per cento il dato si riduce a poco più di 11 mila.

Quindi ieri si è respirato un certo ottimismo nella serie di videoconferenze di verifica tra l’Ufficio scolastico regionale, quello veneziano e i dirigenti degli istituti della provincia con i tecnici delle aziende di trasporto, Avm e Atvo. Ci sono tantissime questioni da limare in queste ore ma la collaborazione è una certezza, che rasserena. Marco Macciantelli, dirigente dell’Itis Zuccante di Mestre (832 studenti), lo dice chiaramente. «Ottima prova di tempestività da parte dell’Usr per il Veneto e dell’Ust di Venezia. Ottimo lavoro del Prefetto di Venezia che ha coordinato l’elaborazione del Piano operativo scuola-trasporti che ha natura prescrittiva». La didattica in presenza al 50% (percentuale inderogabile) si lega alla flessibilità degli ingressi tra le ore 7.45 e le ore 9 e va tenuto conto che va garantito il rientro a scuola anzitutto a studenti disabili , figli di personale sanitario, ragazzi delle prime classi, e attività di laboratorio.

Difficile spezzare le classi tra didattica a casa e in presenza. Alcuni poli scolastici, nel confronto con le aziende, puntano a gestire più che le entrate, le uscite flessibili tra le 12 e le 14. Macciantelli aggiunge: «Importante poi la sorveglianza sanitaria per il tracciamento rapido dei casi positivi», spiega. «Ci viene in aiuto l’azienda sanitaria che ha assicurato controlli velocissimi in caso di focolai a scuola e l’impegno dell’azienda di trasporto, Avm, che garantisce 110 mezzi aggiuntivi. Pensiamo di poter riavviare con serenità la didattica in presenza. Certo poi dipende da come evolve la situazione sanitaria nella nostra regione», aggiunge la collega del Majorana di Mirano (1.475 studenti), Monica Guaraldo.

«Ma questo sistema vale dal 7 al 15 gennaio, poi dovremo attendere le indicazioni fornite di un nuovo Dpcm», indicano colleghi del centro storico. Tra le novità di rilievo del Piano del prefetto Zappalorto, oltre ai 110 bus privati aggiuntivi che mette in campo Avm e ai 21 aggiuntivi di Atvo, ci sono gli stewart anti-assembramenti. Sono 48, 38 reperiti da Avm e 10 da Atvo. Il piano indica le aree dove gli stewart dovranno sorvegliare l’ incarrozzamento, la salita sui mezzi. Sei alla Gazzera, 8 al polo scolastico della Bissuola, 6 a Mirano, 5 a Dolo. Nel Veneto orientale 2 a San Donà, due a Portogruaro, uno a Jesolo. Altri 6 opereranno come pontonieri tra Punta Sabbioni, Lido e Celestia. Oggi, 30 dicembre nuovo confronto, per la verifica finale, tra aziende di trasporto, prefetto di Venezia e ufficio scolastico regionale.

Poi il via il 7 gennaio, con otto giorni di prove di rientro in sicurezza a scuola. —

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