Figlia di migranti malata vince al Tar e ottiene il permesso di soggiorno

JESOLO

Marita resterà in Italia. La 19enne serba, residente da anni a Jesolo, in cura a Udine per una grave patologia, si era vista negare il permesso di soggiorno. Ma il Ministero ci ha ripensato e potrà restare nella sua casa, continuare le cure. Lo Studio3A, cui si è rivolta, ha presentato ricorso al Tar del Veneto, e infine il Ministero dell’Interno ha fatto “ammenda” rilasciando il permesso di soggiorno che all’inizio la Questura di Venezia aveva negato. Una vicenda umana toccante quella della diciannovenne di origine serba, residente dal 2015 a Jesolo con la sua famiglia perfettamente integrata. Lei, nonostante i problemi di salute, ha proseguito gli studi in Italia conseguendo il diploma professionale in “Operatore della ristorazione-indirizzo servizi di sala e bar”, seguendo le orme del papà, che lavora in un hotel al lido. Non era però riuscita a ottenere il permesso di soggiorno che spetta ai minori in ricongiungimento ai genitori, perdendo il diritto una volta raggiunta la maggiore età. Ha così presentato richiesta per ottenere un permesso di soggiorno temporaneo finalizzato a cure mediche, in quanto affetta da una grave sindrome malocclusiva su base scheletrica che, oltre agli aspetti estetici, è particolarmente invalidante, impedendole di assumere cibi solidi. Può alimentarsi solo con sostanze liquide. Per questa patologia dal 2017 è seguita da un presidio medico all’avanguardia di Udine.


La ragazza e i genitori, attraverso il responsabile della sede di San Donà, Riccardo Vizzi, hanno chiesto aiuto a Studio3A-Valore S. p. A. , e il ricorso si è incentrati proprio sulle gravi ripercussioni per la salute. Osservazioni infine accolte in pieno dalla terza sezione del Tar. I giudici, nell’ordinanza emessa l’11 settembre 2020, hanno ritenuto fondato il “difetto d’istruttoria relativo al diniego, considerato quanto attestato dal medico curante con riferimento alla gravità della malocclusione” . Accolta la sospensiva, il Ministero ha fatto marcia indietro e non è stata necessaria l’udienza fissata. La ragazza ha avuto così un meraviglioso regalo di Natale. —

Giovanni Cagnassi

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