L’Avis punta sui giovani e comincia dagli scout

Il progetto

L’Avis provinciale ha iniziato un nuovo percorso con i gruppi scout per sensibilizzare i giovani, comunque maggiorenni, alla donazione di sangue. «Il metodo è quello del Teatro degli Oppressi, da una idea di Laura Elia che ha organizzato il progetto. Questo è stato poi realizzato grazie al bando per la concessione di contributi all’associazionismo nel territorio comunale di Venezia. Abbiamo già incontrato i ragazzi del Marcon 1 e Mestre 2 con i loro capi gruppo», spiega Laura Elia «a breve incontreremo anche quelli del Mestre 9 e Catene. L’idea nasce dall’esserci resi conto dell’identità di intenti tra il metodo scout e il Teatro degli Oppressi sul fronte delle azioni sociali» . La proposta fatta da Avis provinciale prevede la presenza degli operatori per due ore in tutti i clan scout di Agesci che ne faranno richiesta, per poi offrire a chi è interessato un cammino più approfondito di formazione sulla metodologia del teatro sociale e politico utile per futuri nuovi educatori. Le prenotazioni (si possono fare per mail a l. elia@avis. it) vedranno gli incontri distribuiti in tutto il 2021, tenendo conto delle limitazioni relative al coronavirus. Avis punta sui giovani proprio per infondere la cultura del dono. Sono circa 10 mila gli studenti che ogni anno incontrano gli operatori nella provincia di Venezia. «Nelle scuole ci siamo ormai da tempo» osserva il presidente provinciale dell’associazione, Tito Livio Peressutti «Quest’anno la sfida è stata ancora più complicata viste le restrizioni del Covid, ma siamo riusciti a iniziare ugualmente. Il progetto con i clan Agesci è invece molto stimolante, perché contatta proprio i ragazzi dell’età giusta, e che potrebbero già avvicinarsi al dono in poco tempo». —


simone bianchi

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