Peschereccio in mare bloccato dal Mose La conca non è agibile

Un peschereccio di Chioggia rimasto in mare tra vento e onde giovedì notte mentre si chiudeva il Mose. E’ la conseguenza della “non operatività” della conca, uno dei cantieri del Mose fermo da anni per errori progettuali e dispute tra imprese. Un rischio che i pescatori di Chioggia non vogliono correre. «Va garantita prima di tutto la sicurezza degli uomini in mare», denuncia il presidente di Federpesca Luigi Giannini, «il Mose è importante, ma i pescatori vanno tutelati. La notte scorsa una barca è rimasta chiusa fuori dalla laguna. Non deve più succedere». Giannini chiede anche di pensare a indennizzi per il comparto della pesca che potrebbe subire al pari del porto gravi danni dalle chiusure prolungate delle barriere. Ma occorre sbloccare i lavori della conca, fermi da anni. 7 milioni e 790 mila euro il costo dell’opera, affidata a Poolmeccanica Lorenzon e Sertech con Radar srl. Ferma anche la conca di Chioggia, dunque, come la sorella maggiore di Malamocco. —



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