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Incompiuta di piazza Martiri c’è l’accordo ma tanti i dubbi

Giovanni Monforte
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Giovanni Monforte / MEOLO

Per tutti i meolesi è diventato il peggior biglietto da visita per il centro del paese. Ma all’orizzonte si intravvede una schiarita. Il Consiglio comunale ha approvato la convenzione con la società Immobiliare Flash che apre la strada al completamento dell’edificio residenziale e commerciale di piazza Martiri, da molti anni rimasto solo al grezzo e in stato di forte degrado. La tormentata vicenda ha inizio nel 1998 e al 2007 risale la prima concessione edilizia. Invano le varie amministrazioni comunali, che si sono succedute nel tempo, hanno cercato un’intesa con il privato. Ora è la giunta Pavan a sperare di aver trovato la quadra.

L’Immobiliare Flash ha presentato richiesta di permesso a costruire per il completamento dell’edificio e l’ampliamento con la sopraelevazione di un piano. Il tutto in base alla Legge regionale 14 del 2019, che consente un premio di cubatura purché gli interventi di ampliamento osservino determinati criteri di qualità edilizia. È partita la trattativa con il Comune. «L’ampliamento era già un diritto del proprietario in base alla legge regionale. Ma, per poter eseguire l’opera, che è suo diritto fare, il privato deve assicurare la realizzazione di opere di urbanizzazione per la collettività», ha spiegato il sindaco Daniele Pavan. La convenzione tra Comune e privato prevede che quest’ultimo realizzi una passerella sul fiume Meolo da cedere gratuitamente al Comune per il collegamento di piazza Martiri con Riviera 18 Giugno e il parcheggio di piazzale Marinelli Valori. La società inoltre verserà al Comune il costo per la monetizzazione dei parcheggi e depositerà fidejussioni per oltre 311 mila euro a garanzia degli impegni assunti. I lavori sul fabbricato dovranno iniziare entro un anno dal rilascio del permesso a costruire e venire ultimati entro tre. Ma l’accordo ha suscitato molti dubbi nelle due liste di opposizione, che hanno lasciato l’aula al momento del voto. «Alla fine dopo 13 anni il privato ha ottenuto ciò che voleva, il terzo piano», ha detto Massimo Mazzon (Scelgo Meolo), secondo cui il Comune avrebbe dovuto fare una controproposta più efficace sulle opere in contropartita per il beneficio pubblico. Prima del voto Uniti per Meolo aveva formulato invece una lunga e dettagliata lista di rilievi normativi chiedendo il ritiro della delibera. «In seguito al voto», ha detto la capogruppo Loretta Aliprandi, «Uniti per Meolo si riserva ogni ulteriore e successivo atto per l’annullamento della delibera». —

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