Oltre 600 vittime per la pandemia nel Veneziano, crescono i ricoveri

Ben 475 nuovi casi registrati sabato, che fanno salire a 10.926 il totale dei positivi in tutto il territorio provinciale

VENEZIA. Il totale supera le 600 croci, precisamente 607. Sono tante le vittime mietute dal Coronavirus nella nostra provincia, dall’inizio della pandemia. Di queste, undici solo sabato, tra cui il 59enne chioggiotto Sergio De Antoni, presidente della cooperativa di pesca Mare azzurro, e l’80enne di Cazzago Antonia Cacco. I più terribili degli esiti che sono coda della diffusione di un contagio che, in realtà, continua a correre nella nostra provincia.

Lo dimostrano bene i 475 nuovi casi registrati sabato, che fanno salire a 10.926 il totale dei positivi in tutto il territorio provinciale. I dati appaiono di difficile interpretazione, se non considerando l’elevata età media dei veneziani. Perché se, da un lato, la diffusione del virus nella nostra provincia appare più lenta che in altri territori della regione, è tutt’altro per le vittime, per le quali il Veneziano si attesta al terzo posto della triste classifica regionale.

Ma quella di sabato è stata la giornata in cui sono tornati a salire anche i ricoveri, tanto in area medica quanto in terapia intensiva. Sono 484 i posti letto occupati tra gli ospedali e le strutture territoriali della provincia, vale a dire otto in più rispetto a venerdì.

Quanto ai reparti di rianimazione,  sabato erano occupati 59 posti letto, con un incremento di quattro unità nell’arco delle precedenti 24 ore. Torna a essere completamente pieno il reparto di terapia intensiva al Covid hospital di Jesolo – che accoglie anche pazienti provenienti da altre aziende sanitarie –, dove risultano 14 posti letto occupati su 14. Soffermandosi sull’Usl 3, venerdì erano 403. 654 i tamponi eseguiti dall’inizio della pandemia, di cui 297. 903 molecolari e 105. 751 rapidi.

Nei precedenti tre giorni, il 45% dei molecolari è stato effettuato nei punti “drive through”, il 14% nell’ambito del Sistema di igiene e sanità pubblica, il 12% nelle scuole, il 9% negli ospedali, il 7% nei distretti, il 5% nelle rsa e altrettanti nei pronto soccorso. È diverso per i test rapidi, dove le percentuali più ampie (30%) sono condivise da drive through e case di riposo, seguite da pronto soccorso e Sisp (8%), aeroporto e distretti (5%), ospedali (3%) e attività di screening (2%). Notizia positiva da Spinea, sono risultati tutti negativi i bimbi sottoposti a tampone al Primo Nido dopo la positività riscontrata in due operatrici. —



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